Questa mattina, il sindaco di Faenza, Massimo Isola, si è recato presso l’Unità Operativa Semplice di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Faenza per incontrare le famiglie della prima bambina nata nel nuovo anno, residente nel comune di Faenza, per consegnare, a nome della città, la tradizionale Impagliata.

Il servizio in ceramica, composto da scodelle, piatti e ciotole, nella tradizione viene donato alle neo-mamme per permettere loro di consumare un pasto sostanzioso dopo le fatiche del parto. Faenza, a partire dal 1977, grazie all’iniziativa dell’allora Segretario Generale del Comune, Alteo Dolcini, ha fatto propria questa antica tradizione, assegnando al primo cittadino il compito di consegnare l’Impagliata ai primi nati dell’anno, sia alla femminuccia che al maschietto.

Dopo la consegna del dono a Diego, primo nato presso il nosocomio manfredo, questa mattina è stata la volta di Diletta, la prima faentina del 2026. La piccola è nata domenica 4 gennaio alle ore 2.48 per la gioia di mamma Jenny Farina, 32enne impiegata in un negozio di alimentari, e di papà Daniele Cafagna, 36enne originario della provincia di Bari e impiegato in una concessionaria automobilistica.

Diletta, che al momento della nascita pesava 3,260 kg è la secondogenita della famiglia e sorellina di Dylan, di 6 anni. Oltre al Sindaco Isola, hanno partecipato al momento di festa anche i medici e il personale del reparto, scelti dalla famiglia per accogliere l’arrivo della piccola.

La tradizione dell’Impagliata

Durante la visita, il sindaco Isola ha consegnato alle famiglie il servizio in maiolica tradizionale, noto come Impagliata, decorato con il motivo a “melograno”, uno dei simboli distintivi della ceramica faentina. In questo decoro ha particolare rilevanza la presenza dell’oro sul blu. La lavorazione è articolata e complessa, per un risultato che richiama i gusti e gli stili di inizio ‘900.
L’ostentazione del prezioso conferisce particolare luce al motivo che si inserisce autorevolmente nella moderna classicità, che vede già celebrati i suoi fasti sotto l’influsso del modernariato. Realizzato dal maestro ceramista Romano Cortesi, il set donato dal Comune di Faenza alla famiglia di Diego, include scodelle, piatti e ciotole. Nella tradizione, l’Impagliata veniva donata alla puerpera per il suo primo pasto sostanzioso dopo il parto, un gesto simbolico di cura e protezione da parte della comunità.

Il termine ‘Impagliata’ potrebbe derivare, secondo uno studio del MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, dal “giaciglio di paglia sul quale venivano posati i neonati”. Con il tempo, l’Impagliata si è trasformata in un servizio in ceramica unico, composto da un piatto fondo, un portauovo con portasale e una piccola zuppiera, diventando un oggetto quasi di design.

Questa tradizione, documentata fin dal XV secolo, celebra la maternità e la vita. Negli anni, il servizio faentino è stato donato anche a illustri personalità, come la principessa Maria José di Savoia nel 1940, per la nascita della figlia Maria Gabriella, e la principessa Diana Spencer nel 1982, in occasione della nascita del principe William.

Con questo gesto simbolico, la città di Faenza ribadisce il suo legame con le tradizioni e la sua attenzione alle nuove vite che nascono nella comunità.