Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna ha depositato oggi, presso la presidenza del Consiglio comunale di Ravenna, l’ordine del giorno: “Rigassificatore di Ravenna, rivedere gli errori del progetto”.

Hanno sottoscritto il documento anche: Alberto Ancarani (Forza Italia), Giacomo Ercolani (Lega per Salvini), Renato Esposito (Fratelli d’Italia), Nicola Grandi (Viva Ravenna) e Veronica Verlicchi (La Pigna).

Ecco il testo completo dell’Odg:

“RIGASSIFICATORE DI RAVENNA,

RIVEDERE GLI ERRORI DEL PROGETTO

 Con la firma del decreto n.3 del 7 novembre 2022, il Commissario straordinario Stefano Bonaccini ha rilasciato l’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio del progetto: “Emergenza Gas – Rigassificatore Galleggiante (FSRU) Ravenna e Collegamento alla Rete Nazionale Gasdotti”.

Questo 24 aprile è stata discussa nella commissione consiliare n.8: “Lavori pubblici, Ambiente e Transizione ecologica” la petizione, sottoscritta da 672 cittadini, avente per oggetto: “Richiesta di revisione completa del progetto del rigassificatore di Ravenna”, fondata sulla mancata correzione, nonostante le segnalazioni, degli errori contenuti nei documenti di progetto e sul nulla-osta rilasciato dal MISE subordinato a una condizione che renderebbe impossibile la messa in servizio del gasdotto. Gli errori tecnici contenuti in tale progetto, sono sintetizzati come segue:

  1. la procedura di collaudo descritta, oltre a non essere conforme alle norme, non potrebbe essere superata dal gasdotto in quanto trascura la dilatazione termica dei materiali;
  2. è prevista l’immissione di aria nel flusso del metano per correggere il potere calorifico del gas, con rischio di esplosione;
  3. è indicata una temperatura minima del gas di -47°C, mentre le tubazioni saranno progettate per una temperatura minima di +3°C, con rischio di rottura delle tubazioni non adatte a temperature così basse.

L’impresa titolare del progetto ha ammesso tali errori e replicato in modo esauriente alle segnalazioni:

  1. descrivendo la procedura di collaudo corretta;
  2. asserendo che nel flusso del metano sarà immesso azoto e non aria;
  3. attribuendo l’indicazione sbagliata della temperatura ad un “refuso”.

Tuttavia i documenti contenenti tali errori non sono stati corretti. Gli enti coinvolti nella procedura di approvazione del progetto, senza averli rilevati, non hanno chiesto che fossero corretti neppure in seguito all’esame delle osservazioni presentate a tale scopo.

Nella suddetta seduta della commissione consiliare n.8, quanto sopra, al di là dell’esposizione di norme tecniche e di procedure da parte dell’assessora ai Lavori pubblici, non è stato contraddetto. Senza la correzioni degli errori in questione, il gasdotto non potrebbe però essere messo in servizio, in quanto:

  • secondo il decreto Bonaccini: “le prescrizioni riportate nei pareri, atti autorizzativi, concessioni e titoli abilitativi comunque denominati riportati all’Allegato 2 sono vincolanti al fine della realizzazione e dell’esercizio del progetto e dovranno quindi essere obbligatoriamente ottemperate da parte del proponente”;
  • il Ministero per lo Sviluppo Economico ha rilasciato “per quanto di competenza il relativo nulla osta definitivo alla costruzione, subordinandolo alle seguenti condizioni: […] tutte le opere siano realizzate in conformità a quanto contenuto nel Progetto “FSRU Ravenna e collegamento alla rete nazionale gasdotti” ;
  • tale documento, al cui contenuto tutte le opere devono essere conformi, contiene la procedura di collaudo impossibile da superare in presenza delle suddette difformità.

Ciò premesso, considerato che qualsiasi errore in un progetto a così elevato Rischio di Incidente Rilevante (RIR) fa dubitare dell’efficacia della procedura di approvazione e della sicurezza di progettazione, costruzione ed esercizio dell’impianto,

IL CONSIGLIO COMUNALE DI RAVENNA

IMPEGNA IL SINDACO

ad attivarsi  affinché si proceda senza ritardo ad una revisione puntuale del progetto, cosicché sia garantita la sicurezza dell’impianto e sia evitato un inutile spreco di denaro per costruire un gasdotto che, senza rispettare le condizioni imposte dal decreto, non potrebbe essere messo in servizio.”