“Non ci eravamo sbagliati quando in campagna elettorale giudicammo “Verdi cocomero”, cioè rossi sotto la maschera, la lista AVS (Alleanza Verdi Sinistra) associata al candidato sindaco del PD. Prevedemmo che si sarebbe ridotta a cassa di risonanza delle malefatte ambientalistiche compiute dal partito post comunista che governa questa città.
La prova più sconsolante si è avuta ieri, quando si sono associati al PD nell’approvare l’abbattimento dei primi 10 pini, su 49, maestosi e floridi, del viale principale di Lido di Savio, avvenuto giovedì scorso davanti a cittadini e turisti esterrefatti e sgomenti. Non è vero, infatti, come hanno scritto, che “tutti i ricorsi presentati sono stati respinti, confermando la correttezza tecnica e amministrativa dell’intervento”. Nessuna sentenza di tribunale è entrata nel merito di ricorsi molto documentati, dichiarati invece inammissibili per questioni procedurali per lo meno discutibili. E pende comunque, presso la Procura della Repubblica di Ravenna, la denuncia appena presentata contro l’abbattimento di quei pini, “basato su relazioni non rispondenti allo stato dei luoghi”: denuncia che avrebbe dovuto consigliare al Comune di aspettarne almeno gli sviluppi.
Secondo i Verdi cocomero, queste relazioni “sono state fatte tenendo conto di diverse condizioni di vento, non su un unico parametro come riportato erroneamente da alcuni”. Si fossero informati saprebbero che il coefficiente topografico assunto, uno solo, pari a 0.16 (cioè la condizione peggiore di un albero completamente esposto al vento), e non a 0.36 (condizione di albero protetto da edifici), avrebbe posto gli alberi nella classe di sicurezza addirittura del 100%. Fanno finta di non sapere che l’inventore delle prove di trazione, l’ingegner Lothar Wessolly di Stoccarda, massimo esperto al mondo, avendo analizzato compiutamente i risultati delle prove che hanno condannato quei pini, ha scritto :“Nel fare verifica, abbiamo scoperto un errore palese e decisivo da parte dell’esperto nell’ipotizzare il carico del vento sui pini, che sono fortemente protetti dagli edifici. Il valore di terreno di una situazione di mare non protetto è stato utilizzato in modo errato nell’equazione statica. Di conseguenza, la sicurezza determinata nella perizia era solo il 30% circa della sicurezza reale”.
Di fronte a prove così schiaccianti, la giustizia non può finire qui. Ma nessuno potrà ridare al viale Romagna di Lido di Savio il benessere e il paesaggio perduti con l’assassinio dei suoi pini sanissimi. Coloro che avvalorano questo scempio dovrebbero piuttosto farsi rossi di vergogna.”

























































