Dal 6 marzo all’autunno del 2022, grazie al progetto Rotte Antimafia, una carovana per la legalità democratica e la giustizia sociale attraverserà le nove province dell’Emilia-Romagna con eventi, concerti, spettacoli, convegni, tornei sportivi, manifestazioni per fare luce sulle vecchie e nuove fragilità, a partire dai territori della regione più carenti di luoghi di incontro che, se presenti e vivi, possono essere il luogo dove far fronte a situazione di disagio economico, culturale e sociale: un primo fondamentale passaggio per contrastare una povertà e una mancanza di relazioni che altro non fa che favorire le mafie.

L’attuale periodo di crisi economica e sociale e la conseguente desertificazione relazionale, infatti, anche in Emilia-Romagna favoriscono l’inserimento delle organizzazioni criminali in luoghi nuovi, spesso impreparati al fenomeno e sostanzialmente abbandonati a sé stessi. La necessità di luoghi di aggregazione consapevoli e monitoranti – scuole, luoghi di lavoro, circoli – sui temi dell’infiltrazione mafiosa e dei subdoli meccanismi culturali con i quali cerca di legittimarsi non è mai stata così importante come in questo periodo post-pandemico. Così, Libera Emilia-Romagna insieme a Cgil, Cisl, Uil, Arci, Anpi Legambiente e Avviso Pubblico Emilia-Romagna e ai livelli territoriali di tutte le realtà attraverserà le nove province emiliano-romagnole con decine di iniziative, facendo tappa soprattutto nei luoghi più periferici dei territori: dopo i mesi di lockdown a causa dell’emergenza Covid e le chiusure, temporanee o definitive, di luoghi di socialità, cultura e confronto, la presenza, diffusione e organizzazione del volontariato sul territorio assume un’importanza centrale, come mezzo di monitoraggio attivo del territorio e di costruzione di una rete di impegno. La carovana partirà da Bologna il 6 marzo, con l’iniziativa “La mafia a trent’anni dalle stragi, le verità nascoste e quelle rivelate. L’arte musicale contro la cultura mafiosa” e proseguirà poi per tutta la regione.

“Negli ultimi due anni di pandemia – afferma Daniele Borghi, referente di Libera Emilia-Romagna – come emerge anche dall’ultimo dossier di Libera “La tempesta perfetta, la variante criminalità”, sono aumentati i rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata in regione, con un aumento preoccupante dei reati spia. Parallelamente c’è stata una forte riduzione dei luoghi di socialità: numerosi presidi hanno sospeso le loro attività e si è ridotta, di conseguenza, la possibilità di relazione, di contatto e di confronto tra le persone. L’attenzione allora deve essere ancora più ampia: la carovana che partirà da Bologna avrà anche questo compito. Quelle del progetto saranno rotte di responsabilità, di condivisione, di continuità. Rotte geografiche, che ci consentiranno di raggiungere e collegare tutte le province dell’Emilia-Romagna, e rotte tematiche, che ci consentiranno di mettere testa e cuore per affrontare al meglio il compito che ci siamo dati. Dalle rotte alle reti, per un’antimafia sociale da realizzare in condivisione, in questo caso con otto livelli regionali di associazioni e sindacati, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, insieme per il comune obiettivo di illuminare le periferie, ricostruire reti solidali e sociali, far rivivere gli spazi, per arginare l’infiltrazione di organizzazioni mafiose e l’aumento delle disuguaglianze”.

Il progetto è reso possibile da un co-finanziamento della Regione Emilia-Romagna e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali: “Quello di Rotte Antimafia – dice Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna – è un vero e proprio lavoro di rete, necessario per disseminare una cultura e una consapevolezza necessaria al contrasto capillare di mafie e criminalità organizzata. Un progetto che felicemente sosteniamo, nell’ambito di un impegno più grande sul tema e, in questo caso, con un finanziamento per le realtà del terzo settore che lavorano in rete. Si parla, in questo progetto, di illuminare le periferie: la pandemia ha avuto conseguenze devastanti dal punto di vista economica, sociale e relazionale. L’illuminazione di questi spazi è esattamente il contrario di quello che fanno le mafie per approfittare di queste situazioni. Così, proprio nel momento in cui la pandemia ha acuito le disuguaglianze, il modo migliore per non lasciare un centimetro alle mafie è non lasciare un centimetro alle marginalità, attraversando non solo le grandi aree urbane, ma anche le aree interne, montane, periferiche. È lì che c’è un’opportunità ancora maggiore di infiltrazioni mafiose”.
“La carovana che partirà e attraverserà tutte le province della regione – continua Schlein – prevede vari momenti, dalla mattina nelle scuole, ai pomeriggi nei luoghi di lavoro, alla sera dei circoli culturali, ricreativi, artistici: è una fotografia dei luoghi dove aumentare la consapevolezza sui temi delle infiltrazioni mafiose e delle diseguaglianze, con uno sguardo trasversale fondamentale per aumentare i presidi di attenzione, attraverso una rete forte”.

La rete al centro del progetto si è mobilitata per la prima volta nell’estate del 2021, quando il cantante neomelodico Daniele De Martino – legato su più livelli alla criminalità organizzata – dove esibirsi in provincia di Bologna, a Sant’Agata Bolognese. Grazie all’impegno di una rete forte, dopo un percorso di mobilitazione, l’iniziativa è stata annullata ma il percorso di rete è proseguito fino ad arrivare all’organizzazione di Rotte antimafia: “Il percorso di Rotte Antimafia – dichiara Roberto Rinaldi, in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna – è indispensabile perché si risponde attraverso la cultura a qualcuno che con la cultura e la musica voleva marcare il territorio. Come sindacati saremo sempre in prima linea rispetto a un tema così delicato, come saremo sempre al fianco di lavoratori e lavoratrici, costruendo protocolli, avviando processi fondamentali per arginare i fenomeni mafiosi”.

“Al centro Rotte Antimafia – afferma Mariaelena Mililli, referente di Avviso Pubblico Emilia-Romagna – c’è una importante rete di condivisione. Durante questa pandemia abbiamo perso il collegamento con i territori: le condizioni sanitarie hanno imposto la perdita di spazi di socializzazione, prima erano fondamentali per la condivisione. Si è allargata la forbice del disagio sociale, elemento di allarme che ci ha fatto dire che era necessario riappropriarsi dei luoghi anche periferici e portare qua attività e iniziative, facendo da presidio culturale e istituzionale. Senza la condivisione non esiste presidio della collettività e non c’è né impegno né responsabilità”.
“Una delle tappe – prosegue Mililli – sarà il 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: saremo in un bene confiscato a Longastrino, insieme alle classi del territorio, per un giorno di memoria ma anche di sguardo al futuro con le giovani generazioni, per lasciare loro gli strumenti necessari per costruire una società sempre più inclusiva e pronta ad arginare i fenomeni mafiosi e criminali”.

LA PRIMA TAPPA
La carovana partirà il 6 marzo da Bologna. Alle ore 17 al Circolo Arci La Fattoria in via Pirandello 6 a Bologna si terrà il convegno La mafia a trent’anni dalle stragi, le verità nascoste e quelle rivelate. L’arte musicale contro la cultura mafiosa. Interverranno: Pippo Pollina, cantautore, Margherita Asta, referente area memoria di Libera per l’area Centro-Nord, Nando Dalla Chiesa, sociologo, scrittore e docente, Salvatore De Siena, avvocato e musicista, Stefania Pellegrini, docente universitaria, Marcello Ravveduto, docente universitario. Alle 21.15 al Teatro Galliera in via Matteotti 27 a Bologna ci sarà il concerto di Pippo Pollina & Palermo Acoustic Quartet.

IL 21 MARZO
La carovana prosegue facendo tappa a Longastrino, provincia di Argenta, il 21 marzo, in occasione della XXVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La manifestazione nazionale si svolgerà a Napoli, ma simultaneamente, in centinaia di luoghi in Italia, Europa, Africa e America Latina, la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie verrà vissuta attraverso la lettura dei nomi delle vittime, saranno ascoltate le testimonianze dei familiari e approfonditi le questioni relative alle mafie e corruzione, nel segno di una memoria che non vuole essere celebrazioni ma strumento di verità e giustizia. L’obiettivo è un coinvolgimento ampio di tutto il territorio nazionale con collegamenti internazionali: per le istituzioni e per la società civile sarà occasione per lanciare un segnale concreto di impegno comune contro le mafie e la corruzione. In Emilia-Romagna, il luogo principale sarà Longastrino, dove c’è un bene confiscato in fase di destinazione al Comune di Argenta, che lo riutilizzerà a fini sociali: qua, insieme a istituzioni, cittadinanza e scuole del territorio, verranno letti i nomi delle oltre 1000 vittime innocenti delle mafie, così come verrà fatto in decine di altri luoghi della regione. Lo slogan di questa XXVII edizione della Giornata è “Terra mia. Coltura, Cultura”. Uno slogan che vuole unire due dimensioni di impegno, oggi fondamentali, dalle quali ripartire. Terra mia: per prendersi cura della nostra comunità locale e reinterpretare il nostro essere cittadini globale a partire dall’attenzione al contesto nel quale viviamo, alla nostra quotidianità. Coltura I Cultura: la coltura nella terra, la cultura nelle coscienze. Due parole che si differenziano solo per una vocale, che ci restituiscono la necessità di un lavoro che prosegue in parallelo e tiene insieme l’impegno per il nutrimento della Terra con l’impegno per il nutrimento delle coscienze.

LE ALTRE TAPPE DELLA CAROVANA
La carovana farà successivamente tappa nella provincia di Forlì-Cesena l’1 e il 2 aprile 2022. Nella prima giornata il circolo Arci Games Bond di Forlì ospiterà un incontro sul tema della tutela dei diritti di lavoratori e lavoratrici con i delegati sindacali aperto alla cittadinanza e, la sera, il concerto dei Femme Folk. Il 2 aprile, invece, un evento insieme a studentesse e studenti dell’Istituto Comandini di Cesena.

La tappa successiva sarà a Reggio Emilia il 7 maggio: una giornata nel parco del quartiere Rosta Nuova sul tema dell’inclusione sportiva e sociale. La mattina sarà dedicata alle scuole, con alcune postazioni dedicate ad attività sportive e giochi tradizionali e due laboratori formativo-culturali a cura di Libera, sul tema dell’inclusione nello sport, della giustizia sociale e del contrasto alla cultura mafiosa. Al termine della mattina ci sarà la testimonianza di Fabrizio Maiello, ex promessa del calcio e freestyler del pallone, con una storia di riscatto sociale dopo l’esperienza in carcere. Nel pomeriggio saranno coinvolti l’intero quartiere e la cittadinanza. Saranno mantenute alcune postazioni sportive e culturali e saranno organizzati tornei sportivi, laboratori di body percussion e di tutela del verde del parco.

La carovana proseguirà poi a settembre e in autunno a Calendasco, in provincia di Piacenza, a Modena, Parma, Ravenna e Rimini. E, parallelamente alle tappe della carovana, il progetto Rotte Antimafia vedrà decine di eventi, incontri, formazioni nelle scuole, campi sui beni confiscati alle mafie, spettacoli e convegni. Ad accompagnarla il furgone di Libera che porterà per la regione contenuti multimediali – podcast, video-inchieste, testimonianze – sul tema della presenza mafiosa e criminale, della giustizia sociale e della legalità democratica.