“Il 29 settembre 2021 partì a Ravenna il nuovo corso di laurea triennale Società e Culture del Mediterraneo, “tornato ad essere oggi protagonista come lo era stato solo prima delle grandi scoperte oceaniche di fine XV secolo”, spiegò il referente del corso prof. Michele Marchi. Il  3 luglio 2023 si ebbero le prime due lauree. Nei tre anni, circa 90 studenti avevano scelto questo corso, che premise poi la dizione “Storia” alla propria denominazione. Il 17 febbraio 2025, pochi giorni prima dei festeggiamenti per la crescita record del Campus universitario di Ravenna, è arrivata però la nota dolente della chiusura di questo corso dall’anno accademico 2025-2026, addossata alla carenza di iscritti.

Un lavoratore del 1976 che si era iscritto al corso 2024-2025 ci ha però dichiarato: “Nessuno durante l’iscrizione ci ha detto che sarebbe stato l’ultimo anno. Chi già iscritto potrà finire il corso, anche se per gli  studenti lavoratori e a tempo parziale sarà più difficile. È stato già detto che il terzo anno sarà parzialmente tagliata la scelta di accedere a diversi esami. Sembra che l’ideatore del progetto, il professor Marchi, dispiaciuto e affranto nel comunicarci questa notizia, abbia anche fatto presente che il problema non fossero i pochi iscritti, ma i troppi professori a contratto che destabilizzavano l’economia del corso. Il ‘risparmio’ sarebbe così a carico di una laurea estremamente interessante e all’avanguardia, accantonata dopo appena tre anni, mentre il Mediterraneo, per gli avvenimenti sconvolgenti che vi accadono, è clamorosamente assurto al centro della politica mondiale”.

Nei giorni scorsi, un iscritto a questo corso non frequentante ha riferito che la segreteria studenti gli ha sconsigliato l’iscrizione a tempo parziale anziché a quello normale, giacché altrimenti “sarei al terzo anno, quando il corso non esiste più, quindi un casino per la convalida della frequenza al terzo anno stesso”. Inoltre, “ho percepito che non sanno come gestire il fatto che il corso si chiude né come potremo dialogare con i professori e prenotare gli esami, questo a differenza di quanto spiegatoci dal prof. Marchi”.

A prescindere che si possa dissentire dalla scelta improvvisa di chiudere il corso, resta fondamentale, quanto meno per ragioni di correttezza e di liceità, che agli studenti di cui sono state accettate le iscrizioni dietro pagamento della tassa dovuta, debba essere assicurato, senza alcun taglio, aggravio o penalità, il proseguimento degli studi fino al loro esito, sulla base delle attività formative e degli insegnamenti prestabiliti, per i tre anni di corso, all’atto della loro iscrizione,.

Il Comune di Ravenna, uno dei due enti fondatori della Fondazione Flaminia, che si propone di svolgere attività di promozione e supporto allo sviluppo dell’Università nel campus di Ravenna, è rappresentata nel suo organo di indirizzo dal sindaco di Ravenna in carica e da due membri da lui designati, di cui uno come presidente della Fondazione stessa.

Appare pertanto doveroso rivolgere a lui la presente interrogazione per chiederli se intende attivarsi, nell’ambito delle strette relazioni collaborative tra Fondazione Flaminia e Università Alma Mater di Bologna, affinché agli studenti iscritti al corso Storia, Società e Culture del Mediterraneo, attivo presso il campus di Ravenna benché soppresso dall’anno 2025-2026, il proseguimento degli studi avviati fino al loro esito, nel rispetto dovuto delle attività formative e degli insegnamenti prestabiliti, all’atto della loro iscrizione, per i tre anni di corso.”