Coldiretti Emilia-Romagna esprime pieno apprezzamento per la delibera approvata dalla Regione Emilia-Romagna che rafforza il sistema dei controlli sui prodotti agroalimentari importati, con particolare attenzione al comparto cerealicolo, nei principali punti di ingresso del territorio regionale, a partire dal Porto di Ravenna e dall’Aeroporto di Bologna.
Coldiretti ha denunciato come insufficiente l’attuale sistema di controlli alle frontiere dell’Unione Europea per i prodotti agricoli ed agroalimentari importati da Paesi Terzi. Solo una minima parte (circa il 3%) dei prodotti importati viene effettivamente sottoposta a verifiche di sicurezza. Un rafforzamento strutturale e sistematico dei controlli sulle merci in ingresso, tutela la salute dei cittadini, garantisce una concorrenza leale e difende il valore delle produzioni agricole italiane ed emiliano-romagnole, troppo spesso penalizzate da importazioni che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti alle imprese europee.
“Accogliamo con favore questa decisione della Regione – dichiara Luca Cotti, presidente di Coldiretti Emilia-Romagna – perché va esattamente nella direzione che Coldiretti sostiene da tempo: non siamo contrari al commercio, ma pretendiamo regole uguali per tutti. Come ha più volte ribadito il nostro Presidente Nazionale Ettore Prandini, non è accettabile che prodotti provenienti da Paesi terzi entrino nel nostro mercato senza garantire la piena reciprocità delle norme su sicurezza alimentare, uso dei fitofarmaci, tutela del lavoro e dell’ambiente”.
Coldiretti Emilia-Romagna sottolinea come il rafforzamento dei controlli rappresenti uno strumento fondamentale anche per contrastare fenomeni di dumping commerciale che colpiscono in modo diretto le imprese agricole, comprimendo i prezzi all’origine e mettendo a rischio la sostenibilità economica delle filiere.
“I controlli – aggiunge Marco Allaria Olivieri, direttore regionale di Coldiretti Emilia-Romagna – sono una garanzia per tutti: per i consumatori, per le imprese agricole e per la credibilità del sistema agroalimentare europeo. Diventano ancora più indispensabili alla luce degli accordi commerciali internazionali in discussione, come il Mercosur, che rischiano di aprire le porte a prodotti ottenuti con regole molto lontane da quelle europee. È per questo che il 20 gennaio saremo a Strasburgo, per continuare a ribadire con forza che senza reciprocità non può esserci libero scambio”.



























































