“Attraverso un question time depositato in Consiglio comunale, il gruppo consiliare del Partito Democratico porta l’attenzione sull’impatto del commissariamento della Regione Emilia-Romagna deciso dal Governo italiano per la mancata approvazione dei piani di dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno scolastico.
La Regione ha espresso una forte contrarietà alle riduzioni delle autonomie scolastiche imposte dal piano ministeriale, ritenendo che un ulteriore taglio sarebbe ingiustificato e non rispondente alle reali esigenze organizzative dei territori. Una valutazione che il Partito Democratico condivide, soprattutto in contesti come quello ravennate, dove nel tempo si è costruito un equilibrio organizzativo attento ai bisogni delle comunità scolastiche. A Ravenna, infatti, le scelte compiute nel percorso di riorganizzazione della rete scolastica hanno portato consapevolmente al mantenimento delle dieci autonomie esistenti, proprio per garantire una gestione efficace, prossimità ai territori e continuità nei servizi per studenti e famiglie.
Inoltre, il numero medio di studenti per istituto a Ravenna si attesta attorno a 1.012, un valore superiore sia alla media regionale, pari a 994 studenti, sia alla soglia minima di 938 studenti indicata dal ministero. Un dato che conferma come la rete scolastica ravennate sia già oggi pienamente in linea – e anzi oltre – i parametri richiesti.
«Consideriamo il provvedimento di riduzione delle autonomie particolarmente grave – sottolineano il capogruppo Luca Cortesi e il consigliere Nicolò Pranzini. La Regione Emilia-Romagna ha più volte evidenziato come la propria rete scolastica sia molto più virtuosa rispetto ai parametri nazionali e più efficiente della media richiesta, pur non avendo adottato il piano di dimensionamento imposto dal Governo. Proprio per questo la Regione ha espresso una netta contrarietà a ulteriori tagli, contestando l’imposizione di una riduzione delle autonomie da 532 a 515, ritenuta ingiustificata e non rispondente alle reali esigenze organizzative dei territori.
Riteniamo importante, quindi, chiarire quali siano gli effetti concreti del commissariamento regionale sul piano di dimensionamento che riguarda Ravenna e quali possano essere le ricadute organizzative sulle scuole del territorio, in particolare per quanto riguarda dirigenze scolastiche, segreterie e funzionamento complessivo dei servizi.
La decisione del Governo rischia di colpire indistintamente anche realtà che hanno dimostrato di funzionare e di rispondere in modo efficace alle esigenze educative e organizzative del territorio. Una scelta – concludono i consiglieri dem – che non tiene conto delle specificità locali e che può tradursi in un indebolimento della scuola pubblica, proprio mentre sarebbe necessario rafforzarla.»