” ‘…per favore sgombrate la nuova strada se non potete dare una mano perché i tempi stanno cambiando’ uno slogan condiviso da un’intera generazione di ragazzi che ha provato a cambiare il mondo a partire dalla scuola.
Una scuola dove i ragazzi andassero per il ‘sapere’, per la ‘conoscenza’, per imparare l’uguaglianza e non un mestiere.
Un luogo dove costruire un’evasione di massa dall’ignoranza o, per dirla con Elettra Stamboulis – a cui esprimiamo la nostra stima e solidarietà per le calunnie e le menzogne a cui è stata sottoposta in questi giorni – ricordandoci le parole di don Milani a non perdere ‘i ragazzi più difficili’ senza i quali essa diverrebbe ‘un ospedale che cura i sani’.”

Rifondazione del Partito Comunista di Ravenna solidarizza con la dirigente scolastica Elettra Stamboulis dell’istituto Compagnoni di Lugo, la scuola dove si è verificato il pestaggio di uno studente, circondato e malmenato da alcuni coetanei. Nei giorni scorsi è iniziata una raccolta firme per chiedere alle istituzioni scolastiche e locali di sollevare dall’incarico la dirigente

“Quello che è accaduto in questi ultimi 20 anni sta nel fatto che quella Scuola nuova ha iniziato a vacillare sotto i tagli ai bilanci pubblici; sotto i colpi della tecnocrazia; dei fanatici della produzione; dei cantori della modernità; della Confindustria veneta (e non solo) che definisce tempo perso lo studio e invita a lasciarla per entrare al più presto nella fabbrica postfordista globalizzata. Fino all’ordalia sovranista dell’ultimo triennio che, cambiando addirittura nome al ministero, indica nei fatti chi dovrebbe “meritare” di frequentarla”.

Per Rifondazione Comunista: “È per questi motivi, per ribadire che il diritto ad “evadere” dall’ignoranza si iscrive direttamente all’interno del “Principio di Uguaglianza” (art. 3 Costituzione), che siamo dalla parte dei ragazzi che – nonostante il frastuono – s’impegnano a convivere in una scuola sempre meno accogliente per tutti. Ma siamo, altresì, dalla parte di tutti quei lavoratori della conoscenza che continuano a operare nella Scuola tentando di capire come renderla accogliente e sempre più inclusiva per tutti; cercando di rimanere sordi ai richiami violenti di chi, anche in questa città, attende il “fattaccio” solo per affermare i propri progetti e le proprie frustrazioni”.

“Siamo, dunque, con Elettra e le altre tante Elettra che insieme ai lavoratori della conoscenza si battono per affermare che il “futuro” siede su quei banchi e che se non si costruisce insieme a loro, insegnandogli – prima di tutto – come superare i “naturali” e “ineliminabili” conflitti con il dialogo e la comprensione quel “futuro” non sarà altro che una riproposizione di un passato figlio dell’abuso e della violenza”.