I ritardi sulle aste del decreto FER2 e l’assenza di certezze normative stanno trasformando il progetto eolico offshore Agnes in un’occasione mancata per Ravenna e per l’intero Paese. È l’allarme lanciato da Igor Gallonetto, capogruppo del Movimento 5 Stelle, che denuncia lo stallo del settore proprio mentre altri Paesi europei accelerano sugli investimenti nelle rinnovabili.

In Italia, le aste per l’eolico offshore previste dal FER2 sono ancora ferme, in attesa delle modifiche annunciate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Tra i nodi principali c’è la tariffa incentivante unica fissata a 185 euro/MWh per 25 anni, applicata indistintamente sia agli impianti con fondazioni fisse sia a quelli galleggianti. Una scelta che, secondo Gallonetto, non tiene conto dei costi reali dell’eolico flottante e rischia di penalizzare pesantemente il progetto Agnes, con ricadute negative su occupazione e indotto locale.

«Se è ormai evidente che la tariffa prevista dal FER2 2024 non copre i costi dell’eolico galleggiante – sottolinea Gallonetto – servono subito certezze per far partire il settore. I prossimi mesi saranno decisivi, soprattutto per Ravenna».

Il confronto con l’estero è impietoso. In Spagna, il primo ministro Pedro Sánchez ha annunciato l’avvio della prima procedura competitiva per l’eolico offshore e la creazione di un fondo sovrano, “España Crece”, con una dotazione iniziale di 10,5 miliardi di euro. Nel Regno Unito, l’ultima asta ha assegnato 8,4 GW di nuova capacità eolica marina grazie a prezzi coerenti con i costi e a regole stabili nel lungo periodo.

In Italia, invece, i ritardi stanno rallentando il processo di decarbonizzazione e incidendo sui costi energetici, con effetti diretti su famiglie e imprese e sulla competitività del Made in Italy. «Ancora una volta – afferma Gallonetto – rischiamo di perdere un’occasione storica per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, le cui importazioni costano oggi il 70% in più rispetto al 2019».

Il parco eolico Agnes, a regime, potrebbe garantire energia pulita a prezzi inferiori a quelli di mercato, con costi di distribuzione ridotti grazie alla vicinanza tra produzione e consumi. «Ravenna – conclude il capogruppo M5S – ha tutte le competenze tecniche e imprenditoriali per diventare la capitale dell’energia rinnovabile. Ma senza scelte politiche chiare e tempestive, questa opportunità rischia di svanire».