Dopo mesi di trattative è stato siglato l’accordo integrativo regionale per la medicina generale tra la Regione Emilia-Romagna e i sindacati dei medici di base, che però ne escono divisi.

La firma del patto, che mette al centro le Aggregazioni funzionali territoriali, arriva infatti da Fimmg, Cisl e Fit (che ha dato la firma tecnica), ma non da Snami e Smi.

Che, in una nota, scrivono come “il processo di confronto non si è svolto con modalità pienamente coerenti con i principi di correttezza”. Per il presidente Michele de Pascale e l’assessore alla sanità Massimo Fabi, nonostante questo, si tratta “di un accordo epocale”.
“Parliamo – dice Fabi – di quasi tremila medici di medicina generale in Emilia-Romagna, l’investimento che facciamo nelle attività di professionalizzazione di medicina generale sono 4 milioni di euro circa, il 5,4% del fondo sanitario regionale. Il 23% dei medici sono impegnati nelle Case di comunità”.

L’accordo, spiega la Regione, istituisce le Aft come “pilastro obbligatorio in tutto il territorio, con una popolazione di riferimento ottimale di 30 mila assistiti”. Le Aft, che operano come forme monoprofessionali, sono integrate nel sistema aziendale attraverso le Unità complesse di cure primarie con sede privilegiata nelle Case di comunità, sedi di riferimento delle Aft.
Le “Aggregazioni funzionali territoriali – prosegue Fabi – sono la vera rivoluzione di questo sistema, garantiscono le prestazioni di bassa complessità, riducendo le liste d’attesa: sono ambulatori aperti fino a 12 ore al giorno e accesso senza pagamento, composte da gruppi di medici di famiglia, attive dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, in aggiunta agli ambulatori nelle Case di Comunità”. Di queste ultime “ne avremo 86: non sono tante – sottolinea Fabi – le Regioni che arrivano a questo obiettivo”.

L’accordo, conclude l’assessore, “prevede anche delle tutele importanti, quando i lavoratori hanno figli”. Per quanto riguarda l’indennità di maternità e adozione, infatti, viene confermata l’integrazione regionale alle indennità previste dall’Accordo collettivo nazionale.

fonte Ansa