Si è spento questa mattina Giampaolo, “Pape” Gurioli, figura eclettica e di grande talento, che ha lasciato il segno nella musica italiana con collaborazioni di prestigio e un legame indissolubile con il concorso musicale Pavone d’Oro. Pape Gurioli si era formato giovanissimo sotto la guida di don Italo Cavagnini, fondatore e storico presidente del Pavone d’Oro, e aveva iniziato a suonare nelle band locali, tra cui la faentina Le Comete, fondata proprio dal sacerdote. Il concorso musicale fu per lui una palestra fondamentale, dove coltivò la passione per la musica prima di proseguire gli studi al Conservatorio di Firenze.

Don Marco Ferrini, presidente dell’associazione Pavone d’Oro, ha voluto ricordarlo con parole di grande affetto. «Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Pape, un grande amico del Pavone oltre che personale. Ci eravamo visti l’ultima volta qualche settimana fa a casa di amici. È stato una parte integrante della storia del Pavone d’Oro, fin dai tempi immediatamente precedenti alla sua fondazione. Nel tempo ci è sempre stato vicino rendendosi disponibile e, anche negli ultimi anni, non è mai mancato alla finale per premiare i giovani artisti vincitori. Pur nei grandi successi ottenuti nella sua carriera è rimasto quello di sempre, ricordando con orgoglio le sue origini musicali e il legame con padre Albino Varotti e don Italo Cavagnini, due figure che hanno avuto un ruolo cruciale nella sua formazione e nella promozione della musica a Faenza. Padre Albino, in particolare, gli ha acceso la scintilla per intraprendere quel percorso musicale straordinario che tutti conosciamo. Negli ultimi anni aveva affrontato problemi di salute, ma nonostante le difficoltà aveva continuato a suonare e a partecipare al Pavone d’Oro. Anche quest’anno ci eravamo dati appuntamento per la finale del 22 marzo, come sempre. Con il suo talento, il suo spirito libero e la sua passione, ha lasciato un’eredità preziosa che continuerà a vivere nel tempo»