“Martedì scorso, in Consiglio Comunale, la maggioranza ha approvato – nonostante le critiche dell’opposizione – una spesa fuori bilanci relativa alle spese legali che il Comune dovrà pagare a un cittadino risultato vincitore in giudizio contro una multa da autovelox, sia in primo grado che in appello.
E come se non bastasse, Palazzo Merlato ha deciso di ricorrere in Cassazione, esponendo ancora una volta l’ente a un possibile – e prevedibile – nuovo esito negativo, con ulteriori spese legali a carico della collettività.
L’attuale Giunta ritiene di dover “resistere” fino all’ultimo grado di giudizio, seguendo le indicazioni dell’Avvocatura Generale dello Stato, richiamate da una comunicazione del Ministero dell’Interno, secondo cui – dopo la prima ordinanza della Cassazione del 2024 sull’illegittimità delle multe elevate con autovelox non omologati – sarebbe possibile sostenere l’equiparazione tra “approvazione” e “omologazione” dell’apparecchio.
Ma la Cassazione, con successivamente, ha ribadito con fermezza l’opposto principio. L’ultima ordinanza, la n. 265521 del 1° ottobre 2025, ha confermato in modo inequivocabile che “approvazione” non è sinonimo di “omologazione” per gli strumenti di rilevazione della velocità. In mancanza del relativo certificato di omologazione, le multe sono da considerarsi illegittime, in violazione del Codice della Strada e del suo regolamento.
Anche volendo seguire la linea dell’Avvocatura dello Stato – che, ricordiamo, è organo di difesa e non giudicante – la Giunta comunale avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione.
L’Avvocatura, infatti, specificava chiaramente che l’ente accertatore avrebbe dovuto depositare sin dal primo grado di giudizio il decreto di “approvazione” dell’apparecchio per sostenerne l’equiparabilità a quello di omologazione.Inoltre, avvertiva che proporre ricorso in Cassazione contro un orientamento giurisprudenziale già consolidato dal 2024 avrebbe esposto il Comune a un elevato rischio di rigetto per inammissibilità o infondatezza.
L’Avvocatura, infatti, specificava chiaramente che l’ente accertatore avrebbe dovuto depositare sin dal primo grado di giudizio il decreto di “approvazione” dell’apparecchio per sostenerne l’equiparabilità a quello di omologazione.Inoltre, avvertiva che proporre ricorso in Cassazione contro un orientamento giurisprudenziale già consolidato dal 2024 avrebbe esposto il Comune a un elevato rischio di rigetto per inammissibilità o infondatezza.
Non è la prima volta: appena un mese fa, un’altra spesa fuori bilancio era stata approvata per una causa analoga, tuttora pendente in appello presso il Tribunale di Ravenna.
Anche in quel caso non risulta che la Polizia Locale avesse prodotto alcun documento di “autorizzazione” o “omologazione”. Lo stesso pare valga per il procedimento approvato martedì scorso.
Anche in quel caso non risulta che la Polizia Locale avesse prodotto alcun documento di “autorizzazione” o “omologazione”. Lo stesso pare valga per il procedimento approvato martedì scorso.
Alla luce dell’orientamento ormai costante della Cassazione, appare evidente che il Comune rischi di perdere ancora, con nuove spese a carico dei cittadini.
Insistere in giudizi dall’esito fortemente sfavorevole è una scelta incomprensibile e dannosa. Ogni amministrazione ha il dovere di valutare con attenzione le opzioni legali e di spendere il denaro pubblico nell’interesse della comunità, non contro di essa.”
Patrizia Zaffagnini
Consigliera comunale
Fratelli d’Italia
Consigliera comunale
Fratelli d’Italia























































