Yosuke Yamahata, Public domain, via Wikimedia Commons

 Alle 8.15 del 6 agosto 1945, nel finire della Seconda guerra mondiale, sul centro abitato di Hiroshima in Giappone, nello scacchiere orientale, fu lanciato il primo ordigno nucleare. Tre giorni dopo fu la volta di Nagasaki.

Molte comunità pacifiste di tutto il pianeta, da anni, ricordano quella terribile data, con una serie di manifestazioni per tenere alta la memoria e per indurre le nazioni che ancora investono su ordigni atomici a fermare la loro corsa degli armamenti nucleari. Quest’anno si è partiti con una grande novità. Il Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW), voluto e promosso da centinaia di associazioni di società civile di tutto il mondo, è finalmente entrato in vigore il 22 gennaio.  

 

A 76 anni di distanza, per non dimenticare gli orrori degli effetti delle esplosioni che provocarono morte e distruzione, anche Faenza si unirà alle tante città che vorranno ricordare quei terribili momenti. Venerdì 6 agosto 2021, al pari di altre città, alle 8.15, il Consiglio comunale e l’amministrazione faentina hanno deciso di far sentire ancora una volta il suono della sirena che una volta era montata su una sommità di Palazzo Manfredi, sede del Municipio, e che veniva attivata in caso di bombardamento per avvisare la popolazione dell’imminente pericolo. “Sarà un momento per fermarsi e riflettere e dire con forza il proprio NO alla proliferazione degli armamenti nucleari”.