Cantiere al campus universitario di Cesena

Questa mattina si è tenuta, all’Hotel Mattei, l’Assemblea di approvazione del Bilancio 2024 di soci e dipendenti della cooperativa ACMAR, giunta al 74° anno di attività. Su invito di Sebastiano Cusumano e Diego Caiconti, rispettivamente presidente e direttore generale dell’azienda, è intervenuto anche Giannantonio Mingozzi, presidente del Terminal Container, Gruppo Sapir, che si è complimentato per i buoni risultati raggiunti dalla storica cooperativa “dopo un periodo di procedura concordataria in attività che ci auguriamo sia nella fase finale”.

Tra soci e dipendenti oggi ACMAR conta su 250 addetti, un utile 2024 pari ad euro 535.449, un fatturato di 36 milioni con previsione per il 2025 di 48 milioni ed un portafoglio ordini ad oggi superiore agli 80 milioni di lavori.
Ha sottolineato Mingozzi: “Questi risultati sono un bene per la nostra economia e la ripresa dell’occupazione in edilizia; confermano come le medie imprese di Ravenna meritino il vertice di quel settore in Romagna perchè sanno formare giovani capaci, diversificare il mercato ed operare con qualità ed oculatezza”. “Anche nei lavori portuali Mingozzi ha augurato a soci e dirigenti che ACMAR possa aggiudicarsi lavori importanti per la fiducia e le capacità dimostrate, prevalentemente nelle manutenzioni ordinarie e straordinarie, affinchè nello sviluppo del nuovo Hub sappia guadagnare ulteriore credito”.

Il vicesindaco Eugenio Fusignani ha ricordato la collaborazione solida tra Comune e ACMAR: “ACMAR è un partner strategico per il Comune di Ravenna, capace di coniugare competenza tecnica, radicamento nel territorio e capacità operativa. Lo testimoniano i numerosi contratti in essere, come il Global Service per la manutenzione del patrimonio stradale, i tanti interventi infrastrutturali già eseguiti o in corso, i lavori post alluvione, la riqualificazione della Rocca Brancaleone, e lavori finanziati con fondi PNRR e Next Generation EU ”.
Nel corso del suo intervento, non è mancato un riferimento al clima culturale e politico attuale: “Viviamo un tempo in cui si fa strada una cultura al contrario, dove la semplificazione brutale viene scambiata per chiarezza, la volgarità per sincerità, e persino idee rozze vengono celebrate come geniali”. E ha aggiunto: “Purtroppo, la maggioranza di governo tende a considerare la cooperazione come un sistema di potere ideologico da osteggiare. Ma la cooperazione è tutt’altro: è un cardine dell’economia nazionale, garantisce qualità, competitività, occupazione e sicurezza”.