“Anche l’ultima risposta dell’Agenzia Italiana delle Dogane e dei Monopoli, nella fattispecie del Direttore, ribadisce come la riorganizzazione nazionale dell’Agenzia non influirà in nessun modo sull’operatività del porto di Ravenna, anzi incrementa personale e operatività”, afferma Giannantonio Mingozzi esponente del PRI. “Ci chiediamo allora per quale motivo retrocedere in terza fascia il nostro scalo, dal momento che già cinque anni fa la Pianta organica della Dogana di Ravenna prevedeva una ottantina di unità (rispetto alle 72 oggi promesse) e di declassamento non si era mai parlato; ma soprattutto, continua Mingozzi, quello che più preoccupa tutta l’economia della città e chi sostiene investimenti rilevanti è la sottovalutazione dei valori di crescita che il porto ha raggiunto in questi anni: risultati dovuti all’unità di intenti tra pubblico e privato, allo straordinario impegno di istituzioni e disponibilità governative che verrebbero ridimensionate d’un colpo grazie alle risultanze di un algoritmo che si basa evidentemente su parametri incompleti e assurdi punteggi”. “Infatti il gettito erariale della Dogana di Ravenna, grazie anche all’impegno ed alla disponibilità del relativo personale, è stato pari a 2 miliardi per IVA, dazi ed accise, pari al 2,8 del pil nazionale, conclude l’esponente dell’Edera; il porto nel 2024 ha movimentato 25,5 milioni di tonnellate di merci con scambi per 50 milioni di euro, è il 4° porto in Italia ed il 1° per rinfuse solide (cereali, fertilizzanti e materie per ceramica) e merce varia (siderurgici), tra i primi per intermodalità ferroviaria con 8000 treni/anno ed una quota italiana del 13%; si tratta quindi delle condizioni di competitività del nostro porto, aiutate oggi dagli investimenti pubblici e privati, dal nuovo Hub , fondali e banchine più adeguati, la Zona Logistica che promette competitività, semplificazioni e nuove opportunità di mercato.” “Per questo il PRI continuerà in tutte le sedi a sostenere un diritto e le garanzie che scongiurino il declassamento ed ogni sorta di retrocessione che Ravenna non merita perchè senza alcuna ragione”.

























































