Il giudice ha disposto il ricovero in una struttura psichiatrica e la libertà vigilata per almeno un anno.

È stato assolto perché riconosciuto incapace di intendere e volere il 30enne di origine marocchina arrestato nell’estate 2024 per una lunga serie di incendi dolosi a Lugo. In tutto furono 16 le auto date alle fiamme, con la città che per settimane aveva vissuto nel timore di nuovi roghi.

La sentenza, pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare Federica Lipovscek, ha stabilito che l’uomo non è imputabile. Già subito dopo l’arresto, infatti, le sue dichiarazioni avevano fatto emergere un grave disagio mentale, confermato da una perizia psichiatrica. Per lui è stato disposto il ricovero in una struttura specializzata e la misura della libertà vigilata per almeno dodici mesi.

Il 2 agosto 2024 era stato colto in flagrante mentre appiccava il fuoco a due auto in via Risorgimento, confessando inizialmente di essere l’autore di una serie di roghi che tra giugno e agosto avevano distrutto 14 vetture. In seguito aveva ritrattato, pronunciando frasi sconclusionate come “Me l’ha ordinato lo Stato”.

Dopo settimane di indagini serrate, con telecamere nascoste e un gps montato sul suo monopattino, i carabinieri lo avevano infine bloccato. Ora, con la sentenza, il caso giudiziario si chiude ma resta la misura di sicurezza a tutela della comunità.