Sabato sera, 20 aprile, si sono tenute le premiazioni della 25esima edizione del festival internazionale Corti da Sogni – Antonio Ricci. In un teatro Rasi gremito di pubblico, la manifestazione ha incoronato i suoi vincitori.
“Si chiude un’edizione straordinaria sia per la partecipazione del pubblico che per la qualità dei lavori presentati al Teatro Rasi e al cinema Mariani – commentano gli organizzatori del circolo Sogni -. La serata finale è stato il coronamento delle sei giornate di cinema proposte a partire da giovedì scorso. A Ravenna sono giunti numerosi ospiti con i quali sono state avviate preziose collaborazioni, che porteranno il circolo Sogni in diverse parti d’Italia nei prossimi mesi, per diffondere ancora di più lo straordinario mondo dei cortometraggi. Un ringraziamento speciale va a tutto al pubblico. Ci sono spettatori che non sono mai mancati in questo quarto di secolo di Corti da Sogni. Un riconoscimento va, infine, dato al mondo della scuola che sempre con maggiore entusiasmo segue e frequenta i laboratori proposti dal circolo”.
I VINCITORI DELL’EDIZIONE 2024
La prima edizione del Premio Marescotti è andato a Stefano Tetti, meraviglioso interprete del cortometraggio “Ultraveloci”, di Paolo Bonfadini e Davide Morando (a Ravenna assieme alla produttrice Irene Cotroneo).
Stefano Tetti è salito sul palco e ha ricevuto il premio dalle mani di Erika Leonelli, moglie di Ivano Marescotti. Portavoce della giuria è stato Matteo Cavezzali che insieme all’attrice Lucia Vasini e al regista Riccardo Marchesini hanno stabilito il vincitore della sezione. Il premio, una statuetta in argilla, è stato realizzato dagli studenti del liceo artistico Nervi Severini coordinati dalla professoressa Michela Marzocchi.
Il corto “Ultraveloci” si è aggiudicato anche la categoria Made in Italy mettendo d’accordo la giuria composta da Alberto Beltrani, Paolo Galassi, Corrado Ravaioli. Sul palco è intervenuto il regista Paolo Galassi che ha illustrato le motivazioni del riconoscimento.
Nella sezione European Sogni Award ha trionfato il corto irlandese “Calf” di Jamie O’Rourke, che è ambientato nell’Irlanda rurale. Il parto di una mucca si intreccia con una oscura vicenda che coinvolge le donne della famiglia. La giuria era formata dall’attore-regista Matteo Cirillo, da Tiziano Gamberini (Cinemaincentro e Cinema Mariani) e dal regista Edo Tagliavini.
Dopo avere trionfato nella categoria Film School (premio assegnato giovedì scorso), l’Iran si aggiudica anche il prestigioso riconoscimento Premio Giuseppe Maestri, dedicato al famoso incisore ravennate. La giuria – composta da Angelina Maestri, Flavio Fabbri, Camilla Panebarco, Silverio Piolanti e Virginia Gambatesa – ha scelto come miglior corto di animazione “In the shadow of the cypress” degli autori Hossein Molayemi e Shirin Sohani. Alla cerimonia di consegna del premio hanno partecipato l’assessore al turismo, Giacomo Costantini, e il maestro del cinema d’animazione Enzo d’Alò, che nel corso della mattinata del sabato ha tenuto una masterclass ad alcune classi del liceo artistico Nervi Severini.
Il Premio Sogni d’Oro (riservato ai corti extraeuropei) è andato a “Busan, 1999” di Thomas Percy Kim della Corea del Sud, che racconta del rapporto tra un’anziana madre e la figlia. Dopo anni di assenza, tornano a incontrarsi. La giuria era composta da Federica Ferruzzi (responsabile comunicazione Ravenna Teatro), Franco Savelli (Cinemaincentro e giurato Europa Cinema Label al festival di Locarno 2023) e Andrea Valmori (direttore artistico del NOAM Film Festival, docente e divulgatore culturale).
La sempre vitalissima categoria dei Mitici Critici – rappresentata quest’anno dalla scuola media Ics Novello, classe terza E Istituto Guido Novello, e coordinata dalla professoressa Caterina Sansoni – quest’anno ha premiato l’opera olandese “Bezorgd” di Ruud Satijn. Il corto racconta il coraggio di un giovane portapizze nel denunciare una violenza domestica.
Il pubblico della serata finale ha assegnato il premio Creatività in Corto. Attraverso una votazione in sala è risultata vincitore l’opera tedesca “How to bury a fish” di Elsa van Damke in cui un gruppo di ragazzi problematici si misurerà con un difficile progetto scolastico: realizzare uno stagno del giardino della scuola.
Il festival è organizzato col patrocinio del Comune di Ravenna – assessorato alla Cultura, con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, in collaborazione con la Uicc e la società Cinemaincentro e l’associazione Solaris. Si ringrazia Ravenna Teatro per la collaborazione, la professionalità e l’accoglienza nelle giornate del festival.