Dante esule 2020: inaugurata la mostra che racconta l’isolamento degli Hikikomori

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Si è svolta ieri pomeriggio l’inaugurazione ufficiale della mostra “Dante esule 2020 – Hikikomori”, il progetto realizzato dal fotoreporter Giampiero Corelli. La mostra, allestita all’interno della Basilica di S. Giovanni Evangelista, comprende alcuni scatti che ritraggono ragazzi hikikomori e le loro famiglie, che eccezionalmente hanno deciso di farsi fotografare. “Hikikomori” è infatti un termine giapponese che significa “stare in disparte, isolarsi” e descrive un particolare fenomeno psichiatrico che si manifesta attraverso il ritiro sociale, l’ auto-esclusione dal mondo esterno e il rifiuto per ogni forma di relazione. Pertanto chi soffre di questa patologia, sempre più diffusa anche in Italia, è particolarmente restio a farsi fotografare e incontrare persone estranee. Le fotografie sono inserite all’interno dell’installazione realizzata dall’artista Luigi Berardi.

Al progetto hanno preso parte anche gli alunni della classe seconda ASU del Liceo Ricci Curbastro di Lugo, che, lavorando intorno ad alcune terzine dantesche, si sono confrontati con l’esperienza degli Hikikomori. Ne è scaturito un lavoro video che potrà essere visto nell’installazione all’interno dell’Autobus Start Romagna che dal 20 settembre al 4 ottobre resterà in sosta in viale Farini a Ravenna e dal 19 al 25 ottobre in viale degli Orsini a Bagnacavallo.

All’inaugurazione, che si è svolta alla presenza dell’Arcivescovo della Diocesi di Ravenna – Cervia Monsignor Lorenzo Ghizzoni, è intervenuta  anche la psicologa e psicoterapeuta Simona Tolve, che ha condiviso con i presenti l’esperienza vissuta in prima persona con alcuni ragazzi hikikomori e i loro genitori, e di come sia fondamentale il supporto di uno specialista per uscire dall’isolamento.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, fino a domenica 4 ottobre.