È in partenza per l’Etiopia Beatrice Zauli, giovane specializzanda di malattie infettive e tropicali all’Università di Sassari. Originaria di Russi, in provincia di Ravenna, 28 anni, dal 1° aprile trascorrerà sei mesi all’Ospedale di Wolisso, a sud della capitale Addis Abeba, grazie al progetto Jpo (Junior Project Officer) di Medici con l’Africa Cuamm che permette agli specializzandi di fare un’esperienza in Africa, riconosciuta nel loro percorso formativo di giovani medici.

«Aspettavo un’esperienza del genere da molto tempo e ho molte aspettative sia dal punto di vista personale che professionale – dice Beatrice -. Credo che sarà anche un’occasione per rivalutare tutte le risorse che abbiamo a disposizione qui in Italia, che diamo per scontate e che spesso sprechiamo. Allo stesso tempo sono convinta che questi sei mesi in Etiopia mi faranno scoprire un modo diverso di relazionarsi, di intendere le priorità, il tempo, la vita e anche la morte. Sarà un grande arricchimento confrontarsi con una cultura completamente diversa dalla mia. Dovrò partire senza pregiudizi, ma solo con tanta curiosità e fiducia».

«Spero di non farmi schiacciare dal senso di ingiustizia e dall’inadeguatezza rispetto a certe situazioni che sicuramente saranno molto più grandi di me – continua Beatrice -. A Wolisso lavorerò su un progetto di ricerca che mi permetterà di approfondire modalità differenti di approccio al paziente e sono entusiasta all’idea di cooperare con il personale locale».

L’ospedale di Wolisso, in cui opererà Beatrice, ha 200 posti letto e nel 2022 ha effettuato 61.982 visite ambulatoriali, 10.458 ricoveri, 3.576 parti ed è riferimento per un bacino di utenza di circa 1 milione di persone.

Gli ultimi due anni sono stati caratterizzati dagli effetti diretti ed indiretti del conflitto nel nord, in particolare nella regione del Tigrai, che ha devastato una parte del Paese causando forti flussi migratori interni. Tre lunghi anni di pandemia hanno, poi, indebolito un già fragile sistema sanitario e registrato una significativa riduzione dell’accesso agli ospedali. A questo si aggiungono gli effetti della grave crisi globale che stiamo vivendo, i cambiamenti climatici, la speculazione energetica, le tante altre guerre dimenticate. Le conseguenze in Etiopia, come negli altri paesi africani, sono drammatiche: i prezzi dei beni primari e di base sono aumentati in modo vertiginoso, dal costo della farina e del latte a quello del carburante. I sistemi sanitari stanno tornando indietro di 10 anni. La sfida è restare accanto alla popolazione africana nelle sue battaglie quotidiane, che diventano ogni giorno sempre più grandi. Per questo, per Medici con l’Africa Cuamm è ancora più importante dare continuità ai progetti e fornire assistenza sanitaria a chi ha più bisogno. 

È possibile sostenere Medici con l’Africa Cuamm con una donazione online su www.mediciconlafrica.org

 

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

 Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 3.400 operatori sul campo, di cui 247 italiani. Appoggia 21 ospedali e 124 dist