«Una donna non ancora trentenne, mamma di un bimbo di pochissimi anni di età affetto da paralisi cerebrale ed epilessia focale, ha scritto, venerdì 21 novembre, tre quarti d’ora dopo la mezzanotte, al sindaco e ad esponenti del servizio sociale, nonché ai gruppi consiliari PD e Lista per Ravenna di questo Comune,  un sollecito formale e urgente per il rinnovo dell’assegno di cura in scadenza entro la fine del mese”».

A segnalare la situazione particolare è Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, fino a quel momento all’oscuro delle problematiche della famiglia.

Questo il testo inviato dalla donna:

«Desidero ricordare che avevo già richiesto verbalmente […] l’avvio della procedura nel mese di settembre durante una conversazione telefonica, senza tuttavia ricevere alcun riscontro, né la convocazione di un incontro, nonostante la delicatezza della nostra situazione familiare ed economica (reddito ISEE familiare di poco superiore a 1.000 euro, nda). La nostra condizione è perfettamente nota al servizio sociale: sono sola con mio figlio, che necessita di cure costanti, e tale sostegno economico è per noi essenziale. Aggiungo che la nostra situazione abitativa rimane estremamente precaria: siamo ancora in attesa di un aggiornamento riguardo alla pratica per l’assegnazione della casa popolare, già seguita dal servizio. L’incertezza e la mancanza di comunicazione aggravano ulteriormente una condizione familiare già fragile. Alla luce di quanto sopra, chiedo che la pratica venga immediatamente presa in carico e che mi vengano comunicati con urgenza: lo stato attuale del rinnovo dell’assegno di cura; quali eventuali documenti mancanti sarebbero da integrare; la data del primo incontro utile, da fissare con la massima tempestività; un aggiornamento puntuale sulla situazione della pratica relativa alla casa popolare. Resto disponibile a fornire ogni documento necessario e a presentarmi personalmente negli orari che riterrete opportuni. Considerata la nostra situazione, ritengo indispensabile ricevere un riscontro scritto in tempi brevi. Confido che questa volta le nostre pratiche vengano gestite con la dovuta attenzione e tempestività, nel pieno rispetto dei diritti del minore e della nostra famiglia».

Alvaro Ancisi ha quindi presentato un’interrogazione in consiglio comunale: «Non potendo rispondere personalmente a questa invocazione per mancanza di titolo, mi rivolgo perciò al sindaco con l’unico strumento urgente dell’interrogazione che la legge attribuisce ai consiglieri comunali, per chiedergli se intende occuparsi personalmente del caso affinché, con finalità risolutive, sia dato a questa famiglia ogni puntuale riscontro invocato».