Giunto alla sua quarta edizione, Manualetto, per la prima volta nella sua storia, si sposta sul lato destro del Candiano, e questa volta sarà al chiuso. Il festival, nato nel 2022 per riabitare i luoghi abbandonati della Darsena grazie ad interventi architettonici temporanei, realizzati dallo studio d’architettura DENARA, e a un cartellone gratuito di eventi culturali, curato da Studio Doiz, riscopre quest’anno le radici industriali di Ravenna.
Il festival sarà infatti ospitato negli spazi del capannone dell’ex “Ferruzzi Benini & C.”, in via Zara 27, un tempo usato per lo stoccaggio di granaglie e concimi. Continua così la riflessione che Manualetto presenta ogni anno al suo pubblico: che fare di questi spazi? Come rivitalizzare i tanti capannoni abbandonati sul Candiano, patrimonio collettivo che rischia di sparire per sempre? Come immaginarli diversi?
Non a caso DENARA ha deciso di ispirarsi all’estetica dei green screencinematografici: superfici neutre, pronte ad accogliere qualsiasi immaginario, su cui proiettare simbolicamente desideri e visioni di una città diversa. «Questa edizione di Manualetto incarna a pieno il significato di rigenerazione urbana», dichiara DENARA, gruppo formato da Nicolò Calandrini, Francesco Rambelli, Mirko Tavaniello Boresi e Nicolò Franchetto. «Laddove un tempo venivano stoccate merci, oggi possono nascere nuovi spazi di aggregazione, uffici, residenze. L’elemento chiave del progetto è il celebre green screen: metafora concreta delle possibilità dell’immaginazione con cui vogliamo mandare un messaggio ai cittadini: immaginare uno spazio è il primo passo per cambiarlo».
Un progetto di rivitalizzazione, quello di Manualetto 2025, che ha convinto anche la giuria del premio NEB Emilia Romagna 2025, promosso da ART-ER nell’ambito dell’iniziativa FRANCO – Forum di rigenerazione urbana a base culturale: grazie al prezioso lavoro di Francesca Danesi, collaboratrice di DENARA e Studio Doiz fin dalla prima edizione del festival, nonché partner attiva della sua progettazione, Manualetto si è piazzato al primo posto nella categoria “progetti consolidati”, per il suo valore architettonico e culturale, in rispetto dei principi del New European Bauhaus.

Come sempre, la direzione artistica degli eventi è stata curata da Studio Doiz, e continua nel solco già tracciato nelle ultime edizioni. «Fin dalla sua prima edizione, Manualetto ha cercato di ospitare sul suo palco quello che considera il meglio della produzione culturale under 35, sia in campo teatrale che in campo musicale», spiegano i fondatori del gruppo Iacopo Gardelli, Lorenzo Carpinelli, Lorenzo Basurto, Giacomo Bertoni. «Ogni anno cerchiamo di bilanciare attentamente artisti emergenti del territorio con artisti già affermati a livello nazionale, in un cartellone gratuito unico nel suo genere e pensato per aprire Ravenna ad influenze artistiche diverse e sperimentali, spesso per la prima volta in città».
Dando continuità a un’idea nata la scorsa edizione (che inaugurò proprio il giorno dopo la terribile alluvione in Romagna), Manualetto dedica una giornata del programma, domenica 21 settembre, a un’open call a tutti gli artisti del territorio, chiamata Manualetto Sunday Jam, per raccogliere fondi a sostegno della Protezione Civile. È importante che, anche a distanza di un anno dal disastro, non ci si dimentichi di chi ha perso tutto in poche ore.
È ancora aperto il crowdfunding di Manualetto 2025. Chiunque volesse sostenere il progetto con una libera donazione, può farlo al link:
https://www.eppela.com/projects/12337
Manualetto è un progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura, Romagna Acque – Società della Fonti. Assieme alle volontarie e ai volontari che lo rendono possibile, Manualetto ringrazia tutti gli sponsor privati che hanno sostenuto l’edizione 2025:



























































