Pierino Liverani è il nuovo presidente dell’Associazione Pensionati – Cia Romagna. L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea congressuale svoltasi nei giorni scorsi, alla quale hanno partecipato circa cento associati, alla presenza del presidente nazionale Anp Alessandro Del Carlo e della segretaria nazionale Anp Daniela Zilli.
Liverani per i precedenti due mandati è stato presidente dell’Anp a livello regionale e vice presidente dell’Anp nazionale. “Cercherò di proseguire nella strada tracciata, contando sulla collaborazione di tutti voi – ha affermato – Porteremo avanti insieme le nostre battaglie, difenderemo i nostri valori. Farò tesoro dei risultati raggiunti e mi impegnerò affinché non manchino la nostra presenza, la nostra voce e la nostra partecipazione ai tavoli di lavoro e nel dialogo con i nostri interlocutori”.
A passargli il testimone un pilastro e una figura storica di Cia: Wiliam Signani. Da sempre nella Confederazione – nata nel 1977 come Cic-Confederazione Italiana Coltivatori (derivata dall’Alleanza Nazionale dei Contadini del 1955, dalla Federmezzadri e dall’Uci) che nel 1992 è diventata Cia-Confederazione Italiana Agricoltori – Signani ha contribuito a scrivere la storia della Cia e ne è stato il primo presidente agricoltore fino alla soglia degli anni Duemila. Era alla guida dell’Associazione pensionati Anp Romagna da due mandati e precedentemente per due mandati di quella dell’Anp Ravenna, oltre ad aver ricoperto altri incarichi di rilevo nella Confederazione.
“L’eco del futuro: un nuovo patto sociale per pensioni, salute, aree interne e invecchiamento attivo” è l’argomento della IX assemblea elettiva Anp e del documento programmatico discusso.
Molti gli interventi dei delegati. Sono state affrontate diverse questioni legate a sanità, welfare, politiche e sistemi di assistenza e di cura, con un’attenzione particolare anche al supporto necessario per i care-giver. È stata messa in evidenza l’importanza della prossimità dei servizi, soprattutto nelle aree più svantaggiate, come collina e montagna e le aree rurali. Si è parlato di previdenza e di pensioni partendo dalle problematiche e dalle battaglie di oggi per cercare di scongiurare ben peggiori condizioni per il futuro. E in questo caso il pensiero è rivolto ai giovani, che possono certo accedere a incentivi per il primo insediamento e ad altre agevolazioni dedicate, ma è importante non dimenticare la difficoltà del ricambio generazionale, legata a diversi fattori, ma anche alla sempre maggior difficoltà di poter pensare alla sostenibilità del percorso dopo l’avvio. Si tratta di futuro, non solo dell’agricoltura, ma di un sistema, compresa cura e tutela del territorio. A proposito di territorio, gli interventi hanno messo in luce sia le questioni legate al cambiamento climatico e alle ferite lasciate dalle alluvioni e dalle frane nel territorio romagnolo, sia quelle inerenti la fauna selvatica e, in particolare, l’aumentata presenza di lupi, che sta generando situazioni complicate e percezione di pericolo anche fra i cittadini. Non sono mancate riflessioni sullo scenario geopolitico globale e sugli impatti che questo provoca nella vita di tutti e in tutti gli aspetti economici e sociali.
Il messaggio lanciato da Signani al temine del suo intervento, e ripreso da Liverani e da Del Carlo, è di esortazione a non arrendersi nonostante il mondo sia sotto sopra, “e di stringersi in maniera ancora più forte al principio dell’insieme e della partecipazione perché questa è la via maestra, la bussola che ha ispirato Cia e Anp da sempre per migliorare le condizioni dell’agricoltura, degli agricoltori e di tutti i cittadini, perché la produzione di cibo, sano e di qualità, e la cura del territorio sono appannaggio di tutti”.


























































