Buona pezzatura e qualità compensano il calo produttivo. Sono questi, mentre è in corso la raccolta, i primi riscontri da parte dei castanicoltori dell’alta collina faentina dove si concentra la produzione del frutto simbolo dell’autunno.
Un raccolto, dopo l’exploit del 2024, che è partito in anticipo e che sarà certamente inferiore dal punto di vista quantitativo rispetto all’annata precedente per vie delle condizioni meteoclimatiche, ma le castagne e i marroni presentano un’ottima qualità e una buona pezzatura. Gli ingredienti per una campagna positiva, dunque, ci sono tutti.
“In tutta l’area montana, in particolare Casola Valsenio e Riolo Terme, ma anche per la zona di Brisighella – afferma Nicola Grementieri, castanicoltore e Responsabile Coldiretti per la zona dell’alta collina – il prodotto si mostra ottimo in qualità e con una pezzatura adeguata, con il prezzo che sta tenendo bene mentre ci avviciniamo a metà della campagna”.
Il prodotto locale, quello di una zona altamente vocata qual è per l’appunto l’alta Valle del Senio, da sempre sinonimo di castagne e marroni di qualità, è richiesto e apprezzato sul mercato: “Nonostante il calo produttivo, dovuto sia alle condizioni meteoclimatiche che alle conseguenze delle alluvioni e frane del biennio 23-34 – prosegue Grementieri – la castanicoltura si conferma risorsa centrale per questi territori da sempre vocati e dove il prodotto è di qualità garantita, invitiamo quindi tutti i consumatori a scegliere castagne e marroni locali, ad origine certificata e a diffidare dalle imitazioni e da importazioni spesso poco trasparenti”.
Sul mercato, infatti, è presente anche prodotto estero e si corre il rischio di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto da Turchia, Grecia, Portogallo, spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori. Ancora peggiore è la situazione dei trasformati, per i quali non vi è l’obbligo di etichettatura di origine e per le farine di castagne che, non avendo un codice doganale specifico, sfuggono al tracciamento, rendendo quindi quasi impossibile sapere quanto prodotto estero entri effettivamente in Italia.
Se non si vuole correre il rischio di acquistare spesso a caro prezzo caldarroste straniere in vendita nel centro delle città, la Coldiretti invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili. Meglio allora frequentare i mercati degli agricoltori di Campagna Amica o le sagre in calendario in questo periodo dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità al giusto prezzo, oppure rivolgersi alle imprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne.
“Un modo anche per tutelare l’alta qualità della produzione locale – aggiunge Grementieri – sostenendo così l’economia dell’alta collina e di fatto contribuendo ad aiutare un territorio già fragile per natura, pesantemente colpito dagli eventi calamitosi degli ultimi anni e dove fare agricoltura e investire è sempre più difficile”.
























































