È rientrato in Italia il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti. Croatti era a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Come gli altri parlamentari ed europarlamentari italiani, è stato immediatamente rimpatriato. Gli altri attivisti a bordo della flotta, fra cui anche il ravennate Carlo Alberto Biasioli, restano al momento in Israele.
International Federation for Human Rights, di cui fa parte Adalah, il team giuridico della Flotilla, ha riferito che “vengono trasferiti nella prigione di Saharonim, vicino alla prigione di Ketsiot, ad eccezione di quelli della barca dei Marinette, intercettati oggi. Diversi, tra cui il nostro vicepresidente Alexis Deswaef, si sono rifiutati di firmare documenti che riconoscevano falsamente un ‘ingresso illegale’ in territorio israeliano e hanno iniziato uno sciopero della fame. È prevista un’udienza presso la prigione”.
“Sono stato sempre insieme agli altri attivisti, siamo stati schedati e spostati su vari furgoni ed abbiamo avuto momenti difficili e di incertezza” ha raccontato Croatti.
“Ora c’è rabbia, non sollievo, per essere tornato a casa e chiedo che si faccia quanto possibile per liberare tutti gli attivisti che sono detenuti illegalmente.
A chi afferma che i parlamentari siano dei privilegiati dico che proprio per il ruolo diplomatico eravamo su quelle navi. Volevamo far pesare questa carica a livello di attenzione mediatica e per estendere la possibilità di avere canali comunicativi e contatti più diretti con la Farnesina; proteggere dunque tutti gli equipaggi. Direi che è stato così in queste settimane di navigazione, fino ad oggi, quando proprio per il nostro peso, forse ingombrante per Israele, ci hanno immediatamente liberati. Anzi si sono liberati di noi.
Ora c’è rabbia perché gli altri attivisti sono ancora detenuti, non riesco a pensare ad altro. Si tenga l’attenzione altissima e si compia ogni sforzo affinché siano liberati subito”.
























































