Colpo di scena al porto di Ravenna: due container di armi e componenti bellici, classificati come “esplosivi” e destinati al porto di Haifa in Israele, non verranno imbarcati. A darne notizia è stato il sindaco Alessandro Barattoni, che ha spiegato come Comune, Provincia e Regione, in quanto azionisti, abbiano inviato una pec ufficiale alla Sapir per manifestare la propria contrarietà al carico. La società, preso atto della posizione delle istituzioni locali, ha comunicato la decisione di non procedere con l’imbarco. Un provvedimento che apre inevitabilmente un fronte politico e internazionale, in un momento già segnato da forte tensione in Medio Oriente, e che conferma l’attenzione del territorio ravennate alle ricadute etiche e sociali delle attività portuali.
il testo della lettera inviata.
All’attenzione
del Presidente Riccardo Sabadini
e dell’Amministratore Delegato Mauro Pepoli
SAPIR Spa
Gentilissimi,
da alcune segnalazioni informali in nostro possesso, in queste ore dovrebbero essere in arrivo nel Porto di Ravenna numero 2 container (classificati 1.4 – esplosivi) per essere imbarcati con destinazione Haifa.
Qualora venisse confermata, la notizia ci addolorerebbe e preoccuperebbe, perché nonostante le prese di posizione pubbliche espresse più volte, i ministeri interessati e le dogane continuano ad operare come se nulla fosse e come se a pochi chilometri da qui non fosse in corso un’azione militare del governo israeliano che prevede quotidianamente la morte di donne e bambini innocenti.
Per questo, in qualità di azionisti pubblici di Sapir, tenuto anche conto delle iniziative che abbiamo intrapreso nei mesi scorsi, relative alla necessità di interrompere le relazioni istituzionali con Israele non finalizzate al cessate il fuoco, e alle richieste di chiarimenti al ministro Salvini rispetto all’accertamento di responsabilità per l’eventuale transito di armi nel porto di Ravenna verso Israele, siamo a chiedervi di valutare tutte le possibili azioni giuridiche, per quanto di vostra competenza, per evitare che armi, destinate a paesi in conflitto armato o che siano scenario di violazioni di diritti internazionali accertate da organismi internazionali, possano transitare dai terminal che avete in concessione dall’Autorità di Sistema Portuale.
Come atto generale vi proponiamo anche di inserire formalmente nel codice etico di Sapir un articolo relativo al valore della Pace, al rispetto dei diritti umani e della dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo da promuovere verso tutti i vostri clienti e fornitori.
Riteniamo, infatti, che una città che si è sempre distinta per dialogo interculturale e per capacità di accoglienza – insignita della Medaglia d’Oro al Valore Militare per la Resistenza – abbia doveri verso le popolazioni vittime di massacri come quelle palestinesi della striscia di Gaza.
C’è sempre una parte dalla quale stare e L’Emilia – Romagna e Ravenna hanno ben chiaro quale sia: quella delle vittime innocenti e degli ostaggi, non quella dei Governi criminali e delle organizzazioni terroristiche. Ogni azione, compresa l’inazione, è un’azione politica.
Cordiali saluti
Michele de Pascale
Presidente della Regione Emilia-Romagna
Valentina Palli
Presidente della Provincia di Ravenna
Alessandro Barattoni
Sindaco di Ravenna























































