“Dopo l’azione del gruppo consiliare La Pigna e la diffida formale inviata al Comune, anche la resistenza del Sindaco Barattoni e della sua Giunta è crollata: il Centro Spartaco non potrà più essere ospitato nell’immobile comunale di via Chiavica Romea n.88 e, finalmente, le imposte non pagate per anni sono state notificate ai concessionari.
Ora La Pigna chiede che la Giunta Barattoni disponga lo sgombero immediato e definitivo di tutti i locali precedentemente gestiti dallo Spartaco e, in caso di inottemperanza, intervenga direttamente il Comune con addebito dei costi ai responsabili.
Non un solo euro dei ravennati deve essere speso per riparare anni di abusi e incuria.
La risposta ufficiale del Comune
In data 13 ottobre 2025, la Dirigente comunale – rispondendo alla diffida del gruppo consiliare La Pigna – ha dichiarato testualmente:
“Al momento non sono in corso procedure di affidamento dell’immobile di Via Chiavica Romea, né delle sue pertinenze esterne. Si stanno svolgendo le valutazioni dei danni imputabili agli incendi ed è stata realizzata, a cura e spese del Servizio Edilizia Pubblica, la pulizia dell’area cortilizia e di quella adiacente. È stata altresì cambiata la serratura. Per quanto riguarda le imposte TARI e IMU, la questione è seguita direttamente da Ravenna Entrate.”
In sostanza, la Dirigente ha smentito la volontà precedentemente espressa dalla Giunta di affidare nuovamente allo Spartaco l’area cortilizia, per un presunto “progetto culturale”.
Ventitré anni di gestione senza regole
Per oltre vent’anni lo Spartaco ha occupato l’immobile comunale senza gara pubblica, senza pagare alcun canone di locazione, con utenze a carico del Comune di Ravenna, mancato pagamento della TARI e un evidente stato di degrado.
Grazie all’azione del gruppo consiliare La Pigna, Ravenna Entrate ha finalmente addebitato ai concessionari la TARI dal 2019 al 2024 per un totale di 7.181 euro, mentre per il periodo 2002–2018 l’imposta risulta ormai prescritta.
Per anni, dunque, sono stati i Cittadini ravennati a pagare la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dallo Spartaco.
L’intervento de La Pigna ha inoltre portato alla bonifica dell’area esterna, alla chiusura con lucchetti dell’immobile da parte del Comune e all’impedimento di nuovi accessi, poiché i concessionari – nonostante gli inviti – non avevano mai riconsegnato le chiavi di un edificio ormai dichiarato inagibile.
Ventitré anni di tolleranza politica
Ventitré anni senza controlli, durante i quali un centro sociale – spesso utilizzato anche a fini politici – ha creato disagi, rumori e degrado ai residenti del quartiere.
Una pagina vergognosa della gestione cittadina che ora deve essere chiusa definitivamente.
La Pigna ribasice la sua richiesta affinché l’immobile venga ristrutturato, addebitando ai concessionari i danni non imputabili all’incendio, e che venga bandita una gara pubblica per affidarlo a un’associazione senza fini di lucro, regolarmente iscritta ai registri nazionali, capace di promuovere vere attività sociali e culturali a favore del quartiere.
Ravenna merita legalità, trasparenza e rispetto dei beni pubblici”
La Pigna























































