Il commissariamento di alcune Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, deciso dal Governo per l’adeguamento del dimensionamento della rete scolastica, sta generando una polemica politica che rischia di creare confusione e allarme ingiustificato tra famiglie e personale scolastico.

A intervenire è Gianfranco Spadoni, consigliere comunale di Lista per Ravenna, che ricostruisce il contesto normativo della decisione. «Il provvedimento – spiega – nasce dall’obbligo, previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e concordato dal Governo Draghi con la Commissione europea, di riorganizzare il dimensionamento delle istituzioni scolastiche entro il 2023. Obiettivo che alcune Regioni, tra cui Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Puglia, hanno scelto di non attuare».

Una scelta che ha portato, inevitabilmente, all’intervento del Consiglio dei Ministri. «Va ricordato – sottolinea Spadoni – che tutti i ricorsi amministrativi presentati sono stati respinti, sia dal Consiglio di Stato sia dalla Corte Costituzionale, che ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità sollevate».

Secondo il consigliere, il dibattito politico in corso, soprattutto a livello regionale e comunale, rischia però di travisare il senso del provvedimento. «Si parla di chiusura delle scuole, riduzione dell’offerta formativa, licenziamenti o accorpamenti di classi: nulla di tutto questo è vero. Il dimensionamento incide esclusivamente sull’assetto amministrativo delle istituzioni scolastiche, come chiarito dalla stessa Corte Costituzionale».

Spadoni critica apertamente quella che definisce una “insurrezione politica” delle forze di centrosinistra: «È legittimo esprimere dissenso, ma diffondere informazioni pretestuose e non veritiere serve solo a creare contrapposizione istituzionale e ad alimentare paure infondate tra cittadini, famiglie e lavoratori della scuola».

«Il Governo – conclude – non ha fatto altro che dare seguito a impegni assunti a livello nazionale ed europeo. Continuare a trasformare una riorganizzazione amministrativa in uno scontro ideologico è irresponsabile e dannoso per il clima di fiducia verso le istituzioni».