Foto: Fabio Blaco

Le piattaforme digitali negli ultimi anni sono cresciute fino a diventare le dominatrici di larghe fette dell’economia mondiale. Con la pandemia sono emersi nuovi bisogni, dall’e-commerce alle videoconferenze, che hanno fornito ancora più potere ai giganti del web. Esiste una strada per restituire nelle mani delle persone il controllo delle nuove tecnologie? E per sviluppare una democrazia economica nel campo dei servizi digitali? Sono le domande a cui cerca di rispondere il corso gratuito «Sharing economy e cooperativismo di piattaforma», promosso da Legacoop Romagna il 18, 19 e 20 gennaio all’interno delle attività del progetto DARE.  Le lezioni sono previste dalle 16 alle 17.30 su piattaforma Zoom: l’iscrizione è obbligatoria e per ottenere il link è sufficiente collegarsi al sito https://bit.ly/corso-sharing.

Il programma prevede il 18 gennaio la lezione di Ivana Pais, docente di Sociologia economica all’Università Cattolica, su “Piattaforme digitali e sharing economy”, il 19 quella di Francesca Martinelli, Direttrice Fondazione Centro Studi Doc, su “Piattaforme cooperative: origine, sfide e strategie di successo” e il 20 un dialogo moderato dalla stessa Martinelli  sul tema “Dal dire al fare: piattaforme cooperative al lavoro”con protagonisti Demetrio Chiappa, Presidente Cooperativa DOC Servizi, e Damiano Avellino, co-fondatore Fairbnb.coop e contributor a Boundaryless (Platformdesigntoolkit). 

«La cooperazione — spiega Emiliano Galanti, project manager del corso — in tutto il mondo sta già fornendo risposte sui temi dell’innovazione digitale  e nello specifico su quello delle piattaforme digitali. Con questo corso declineremo il tema collegandolo al territorio e formeremo persone in grado di operare nel campo delle piattaforme cooperative digitali. Il tutto ovviamente partendo dalla condivisione dei valori cooperativi quali la proprietà collettiva, la governance condivisa, la partecipazione economica e la valorizzazione della comunità e del territorio».

L’iniziativa fa parte del percorso del Progetto DARE, che ha come obiettivo la rigenerazione urbana in chiave digitale della Darsena, tramite il coinvolgimento dei cittadini.