La deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali ha presentato un’interrogazione in Commissione al Ministro della Cultura in merito alla decisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna di non consentire la permanenza del mosaico “Il Pavimento”, realizzato dall’artista Nicola Montalbini, all’interno di Porta Adriana.

Con l’atto parlamentare, la deputata chiede al Ministro se sia a conoscenza della vicenda, quali siano le motivazioni alla base della decisione negativa assunta dalla Soprintendenza e se, per quanto di competenza, intenda intervenire per favorire almeno una ricollocazione dell’opera in uno spazio pubblico e centrale della città.

L’onorevole Ouidad Bakkali ha dichiarato:

«Su questa vicenda si è espresso in modo chiaro e unanime l’intero Consiglio comunale di Ravenna, senza divisioni politiche, e il sindaco e l’assessore hanno messo in campo ogni possibile interlocuzione istituzionale. A questo si è aggiunta una mobilitazione spontanea della cittadinanza, testimoniata anche dalla raccolta firme, e la piena disponibilità dell’artista a lavorare insieme al Comune per una collocazione alternativa, pubblica e accessibile, che consenta di continuare a fruire dell’opera.

Ciò che rende questa vicenda particolarmente significativa è il fatto che una comunità si sia riconosciuta in un’opera d’arte, sentendola come parte del proprio spazio pubblico e della propria identità. Quando l’arte pubblica riesce a generare relazioni, rigenerare luoghi e costruire senso di appartenenza, è necessario che le istituzioni sappiano ascoltare e dialogare.

Ancora più rilevante è che sia la cittadinanza stessa a chiedere di poter partecipare ai processi che riguardano il patrimonio culturale: un segnale democratico prezioso, che merita attenzione e rispetto. Per questo, attraverso l’interrogazione parlamentare, chiedo chiarimenti sulle motivazioni della decisione assunta dalla Soprintendenza e sollecito un supplemento di riflessione.

Invito inoltre il Ministro della Cultura a visitare personalmente l’opera, affinché possa rendersi conto di ciò che questa esperienza rappresenta: un esempio concreto di come l’arte possa animare gli spazi pubblici e creare cittadinanza. Sarebbe davvero paradossale che un’opera nata sotto una porta cittadina, divenuta simbolo di apertura e accoglienza, si chiudesse con una porta chiusa in faccia a un’intera comunità, senza la disponibilità a riaprirla.»

Chiede una nuova collocazione anche il gruppo consiliare del Partito Democratico di Ravenna:

«Prendiamo atto della decisione della Soprintendenza, che avrà certamente motivazioni di carattere tecnico legate alla tutela di un contesto fortemente vincolato. Resta però difficile comprendere questa scelta alla luce del grande apprezzamento che l’opera ha raccolto in città, del consenso espresso da cittadini, esercenti e turisti e del voto unanime con cui il Consiglio comunale aveva chiesto di valutarne la permanenza» ha dichiarato Luca Cortesi, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Ravenna.

L’installazione Il Pavimento, inaugurata il 17 ottobre 2025, ha raccolto in poche settimane un apprezzamento ampio e trasversale: da parte dei cittadini, degli esercenti della zona, dei turisti e di chi quotidianamente attraversa uno degli accessi più frequentati al centro storico. Un successo testimoniato anche dall’attenzione della stampa, non solo locale e di settore.

«Alla luce di questa decisione – prosegue Cortesi – la priorità ora è supportare l’amministrazione comunale affinché venga individuato un luogo centrale e idoneo, capace di garantire al Pavimento piena fruibilità e adeguata visibilità. Parliamo di un’opera che ha saputo interpretare in modo contemporaneo l’identità musiva di Ravenna e che merita di continuare a dialogare con la città e con la sua comunità».