“Il PD scappa davanti a Francesca Albanese. A Ravenna come dappertutto. A Firenze viene scartata la proposta in discussione di conferirle la cittadinanza. La sindaca piddina dichiara: «Le posizioni che porta Francesca Albanese sono più divisive che unitarie e questo non è rappresentativo della città di Firenze». A Torino la mozione si è arenata. Al sindaco piddino non sono piaciute le parole di Albanese: «Grave che di fronte a un atto violento del genere qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia anche solo in parte della stampa». A Napoli la mozione è già stata approvata dal Consiglio ma il sindaco piddino non vuole firmarla: «Ritengo doverose una ulteriore valutazione e una riflessione condivisa». Bologna, che gliel’ha già conferita, invece ha cambiato idea. L’ex sindaco e attuale deputato piddino Merola va giù tranchant: «Il sindaco Matteo Lepore dovrebbe pensare a revocare l’onorificenza ad Albanese». A Russi il voltafaccia c’era già stato con la Sindaca piddina a chiedere un bel rinvio dopo aver messo la cittadinanza all’ordine del giorno…
Ravenna in Comune, invece, rimane ferma nella richiesta già formulata e «propone che sia Ravenna a conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. Le previsioni dello Statuto comunale trovano perfetta corrispondenza nella sua figura». Infatti così recita lo Statuto: «L’istituto della “Cittadinanza onoraria” costituisce un riconoscimento onorifico per chi, non iscritto nell’anagrafe del comune, si sia distinto particolarmente nel campo […] dei diritti umani […] con azioni di alto valore a vantaggio della nazione o dell’umanità intera». Ed è indiscutibile che proprio questo Francesca Albanese abbia fatto e continui a fare, onorando senza paura delle conseguenze il proprio incarico di Relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967. Deve denunciare tutte le situazioni in cui chi sta occupando illegittimamente Gaza e la Cisgiordania, ossia gli Israeliani, viola i diritti umani nei confronti dei Palestinesi. E lei, a differenza del PD, non arretra.
Il PD, i repubblicani e il centrodestra sono contrari. AVS e 5s non pervenuti. La scusa, a quanto pare, è nelle parole di condanna pronunciate da Francesca Albanese dopo che nella sede de La Stampa di Torino sono stati rovesciati sacchi di letame. Ha detto: «Condanno l’irruzione a La Stampa, è necessario che ci sia giustizia per quello che è successo alla redazione. Sono anni che incoraggio tutti quanti, anche quelli più arrabbiati, la cui rabbia comprendo e credetemi anche la mia, che dico bisogna agire così, con le mani alzate, non bisogna commettere atti di violenza nei confronti di nessuno». Però ha avuto il coraggio di aggiungere anche qualcosa di scomodo: «ma al tempo stesso che questo sia anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro, per riportare i fatti al centro del nuovo lavoro e, se riuscissero a permetterselo, anche un minimo di analisi e contestualizzazione».
Ravenna in Comune condivide parola per parola questa frase. Chi la critica fa finta di non vedere cosa i giornali hanno scritto o, piuttosto, non scritto, sul genocidio palestinese. Ma si potrebbe allargare il discorso alla guerra in Ucraina. E alla promozione della guerra tout court. E al covid prima ancora. E a come sono di continuo riportati fatti, proteste, vicende varie in Italia e nel mondo in modo vergognosamente fazioso ma senza mai dichiararlo. Raccontando anzi che i giornali sarebbero oggettivi, limitati a riportare le sole evidenze, la verità… Balle sesquipedali!
Il PD arretra e noi facciamo un passo in avanti: sia posta immediatamente la questione del conferimento della cittadinanza a Francesca Albanese. La sua ultima dichiarazione: «La mia colpa è di aver condannato la stampa italiana e occidentale in generale per il pessimo lavoro, indegno, che ha fatto in larga misura sulla questione palestinese. Dico anche a tutti e tutte quelle che ci stanno seguendo: la violenza non è mai una risposta o un’azione legittima, neanche in una situazione violenta com’è l’Italia in questo momento. Neanche in un sistema violento bisogna utilizzare la violenza, perché – cosa succede – a parte il danno materiale e morale che si fa a dei giornalisti, e che è indegno, si distrugge anche la causa o le ragioni di tutti quelli che in questi giorni stanno scendendo in piazza. Prova ne è il fatto che l’unica notizia di cui si parla e l’unica notizia per cui si parla di me è l’attacco intenso e violento contro La Stampa. Perché la politica mi attacca per l’irruzione nella redazione de La Stampa a Torino? In questo momento io faccio paura perché rappresento il cambiamento e un risveglio delle coscienze».
Proprio per questo Francesca Albanese merita il nostro incondizionato sostegno: perché con il suo lavoro ha messo in moto una richiesta di cambiamento nella società che, finalmente, ha conosciuto un risveglio di quella coscienza che la stampa, la politica, i potentati economici credevano di aver addormentato per sempre. Grazie Francesca.”

























































