“«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Non è solo Ravenna in Comune a dirlo ma, per chi se ne fosse dimenticato, è la Costituzione Italiana a prevedere come regola la libera manifestazione del pensiero, così come la libertà di esporlo pubblicamente. Eppure a d’Orsi a Torino viene negato uno spazio pubblico perché vuole parlare di russofobia. Eppure a Thunberg a Verona viene negato uno spazio pubblico perché vuole parlare di genocidio dei palestinesi. C’è da dire che, per fortuna, qua non siamo né a Torino né a Verona: a Ravenna la libertà di pensiero e di manifestarlo è libera e garantita… a patto di essere fascisti e razzisti.
Sabato prossimo 22 novembre organizzazioni che chiamare solo nostalgiche delle leggi razziali è far loro un complimento come CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani saranno libere di manifestare a Ravenna? Lo slogan che vogliono urlare è “cacciamo dall’Italia chi non ha la cittadinanza italiana”. In una parola: remigrazione. Il loro programma è chiaramente ispirato all’infame ventennio quando dichiarava “l’attualità urgente dei problemi razziali e la necessità di una coscienza razziale” e che “l’espulsione degli indesiderabili – secondo il termine messo in voga e applicato dalle grandi democrazie – è indispensabile”. Come altrimenti dovrebbe interpretarsi l’odierno programma di una “Introduzione, nel quadro di una più ampia strategia di recupero della sovranità e dell’identità nazionali, dell’istituto della remigrazione quale strumento di governo del fenomeno migratorio”?
Eppure l’unico limite alla manifestazione libera del pensiero dovrebbe essere proprio la propaganda fascista e razzista. Ravenna in Comune chiede che venga urgentemente spiegato perché anche a Ravenna si intenda consentire una palese violazione della Costituzione attraverso una manifestazione di chiara matrice fascista e razzista in palese violazione della Costituzione Repubblicana e delle normative vigenti.
Vengono invocati motivi di ordine pubblico ad ogni piè sospinto per impedire ogni tipo di manifestazione democratica del pensiero ed invece razzisti e fascisti possono marciare come nulla fosse nella Città medaglia d’oro alla Resistenza? Chiediamo al Sindaco, al Prefetto e al Questore di garantire il rispetto della Costituzione e, anche, della decenza. Ravenna non merita questo. Come Ravenna in Comune chiediamo immediato riscontro alle Istituzioni democratiche e invitiamo le altre forze democratiche ad unirsi nella richiesta di impedire che una indecente marcia infanghi la dignità antifascista e antirazzista della nostra Città.”
























































