“Siamo in piena emergenza da polveri sottili. Da giovedì scorso almeno sino a lunedì prossimo sono in vigore le misure di emergenza. Del resto da una settimana tutti i giorni (tranne domenica e lunedì) hanno visto il superamento dei limiti massimi consentiti. Però non frega niente a nessuno. Non si sa nemmeno quali siano i comportamenti proibiti a causa dell’emergenza. Del resto qualcuno ha mai visto che si cercasse di fare rispettare le limitazioni? Eppure le polveri sottili sono causa di tumori alle vie respiratorie. Per ogni incremento di 10 µg/m3 di PM10 il rischio di cancro del polmone aumenta del 22%, indipendentemente dal superamento dei fatidici 50 µg/m3 di PM10 per giorno stabiliti per legge: il cancro se ne frega dei limiti massimi di legge. Però più ce n’è e più aumenta il rischio. Se da noi la principale causa di morte per tumore è quella legata alle neoplasie polmonari da qualcosa dipenderà, no?
Le polveri sottili, per chi fa finta di non saperlo, sono strettamente vincolate alle energie fossili: per questo le misure emergenziali adottate quando ARPAE suona l’allarme incidono sulla mobilità e sul riscaldamento. Fino a che non rinunceremo ad ottenere energia bruciando combustibili fossili continueremo a dover fare i conti anche con i problemi alla salute. Oltre che con la crisi climatica, naturalmente.
Il Sindaco aveva un capitolo nel suo programma elettorale intitolato “qualità dell’aria”. Inizia dicendo: “Respirare aria pulita è un diritto fondamentale e una condizione essenziale per la salute, la vivibilità e la giustizia ambientale”. Sono belle parole pienamente condivisibili. Forse c’è chi lo ha votato perché gli ha creduto. Intanto abbiamo svoltato l’anno ma di azioni per migliorare la situazione non se ne sono viste. Se siamo noi ad essere distratte e distratti lo preghiamo di correggerci. Meglio ancora, però, sarebbe se correggesse il tiro, perché morire di cancro ai polmoni non dovrebbe essere una cosa normale.”



























































