Il Consiglio comunale di Ravenna è stato chiamato a esaminare un Ordine del Giorno presentato dal capogruppo di Forza Italia, Alberto Ancarani, volto a modificare il Regolamento Generale delle Entrate Tributarie Comunali in materia di rateizzazioni dei debiti tributari.
Attualmente il regolamento comunale, aggiornato meno di un anno fa, stabilisce che la rateizzazione non possa più essere concessa trascorsi 60 giorni dalla notifica dell’atto di accertamento o dell’ingiunzione di pagamento. Una rigidità che, secondo il documento presentato, contrasta con quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER), la quale – pur applicando interessi e potendo avviare il recupero coattivo dopo i 60 giorni – non esclude a priori la concessione di piani di pagamento anche oltre tale termine, soprattutto in presenza di comprovate difficoltà economiche.
Proprio questa differenza di criteri, osserva Ancarani, crea una disparità di trattamento ai danni dei contribuenti ravennati che si trovino a gestire contemporaneamente debiti presso Ravenna Entrate e presso ADER, con la possibilità di ottenere flessibilità solo nel secondo caso. L’Ordine del Giorno evidenzia che situazioni di disoccupazione o momentaneo disagio economico vengono valutate dall’Agenzia nazionale, mentre vengono automaticamente escluse a livello locale.
Nel documento si sottolinea inoltre come una maggiore elasticità possa favorire un rapporto più positivo tra cittadini e amministrazione, oltre che aumentare le possibilità effettive di riscossione, poiché la concessione di rateizzazioni anche tardive permetterebbe ai contribuenti di onorare progressivamente il proprio debito.
L’Ordine del Giorno impegna quindi sindaco e giunta a proporre una modifica del regolamento affinché Ravenna Entrate possa concedere rateizzazioni anche dopo i 60 giorni, in presenza di documentate difficoltà e secondo criteri analoghi a quelli adottati da ADER. Rimarrebbe comunque invariata la facoltà dell’ente di avviare il recupero coattivo in caso di mancato rispetto dei piani di pagamento.
La richiesta viene avanzata nel nome del principio di equità fiscale e della necessità di garantire coerenza e omogeneità nel trattamento dei contribuenti, tutelando al contempo l’interesse pubblico e le situazioni di temporanea difficoltà economica.




























































