Chi le scrive raggruppa non solo un gruppo di cittadini che da un anno e mezzo si sta battendo per la tutela del verde urbano e del paesaggio storico ravennate, ma anche molti fedeli di Ravenna. Desideriamo porgere alla sua attenzione un accorato appello, a salvaguardia di uno dei complessi più preziosi del patrimonio Paleocristiano, alle cure del quale Ella è stato prescelto.
Siamo costernati dall’annunciato abbattimento del filare di pini domestici, quasi centenari, che adornano, al pari di quelli della Città Eterna e di altri luoghi mirabili d’Italia, il complesso della Basilica dedicata al miles e protomartire cristiano Vitale ed il Mausoleo di Galla Placidia. Di essi ne sono parte integrante, nel simbolismo mistico di rinascita che da sempre si palesa nella presenza del pino (Pinus pinea) presso i più importanti monumenti della Chiesa di Roma e non solo. Simbolo di resurrezione, generosità, accoglienza ed eternità: da esso scaturisce la pigna, ricca di doni e di promesse e che è posta sulla sommità della casa edificata per l’ultimo riposo dall’Imperatrice romana da 16 secoli.
Con gentile e maestosa benevolenza, i pini, nel numero non casuale di dodici, accompagnano ed uniscono la Basilica al Mausoleo, la Parola viva e l’esempio del Martire su questa terra al riposo nell’Aldilà, in attesa del Giudizio.
Verso i pini domestici, forse a significare un generale disimpegno delle amministrazioni nella cura delle città, si è scatenato di recente un odio distruttivo, alimentato da paure che quasi sempre non poggiano su alcun fondamento scientifico, ma solo su suggestioni, circostanze e poca conoscenza. Sono alberi che da millenni accompagnano la vita dei popoli del Mediterraneo. Tuttavia, pur essendo chiamati “italici”, o “domestici”, ovvero “di casa nostra”, qualcuno sostiene addirittura che non siano “autoctoni”: un’intolleranza mascherata che lascia sgomenti ed apre a molte riflessioni.
Le leggi UNESCO e del patrimonio culturale italiano prevedono invece la tutela e la conservazione di questi esemplari.
Tanti pini vivono le nostre città, ed in particolare nel territorio ravennate e cervese nei lidi romagnoli: alla furia delle recenti tempeste fanno notizia le cadute di pini, ma solo perché questi sono la specie più numerosa, spesso vessati dal cemento sempre più invadente, dalle manutenzioni errate, dai lavori.
La loro bellezza rischia quindi di scomparire, e con essa la biodiversità ed i preziosi “servizi ecosistemici” che gli alberi adulti forniscono alla natura e alla nostra esistenza. Noi però non abbiamo dimenticato l’Enciclica Laudato Sii e nemmeno che nel 2026 cadrà la ricorrenza più importante, quella dedicata a San Francesco: la bellezza delle città, la cura del verde, l’armonica convivenza, sono potente balsamo non solo fisico ma anche spirituale per le nostre esistenze e per l’educazione al bello ed al rispetto delle future generazioni.
Il sito del Mausoleo è luogo troppo importante e prezioso perché su di esso possano essere assunte decisioni sbrigative e semplificate, che lasceranno un segno indelebile non solo sull’aspetto dei luoghi, ma anche sulla storia d’Italia e sull’animo dei ravennati e delle migliaia di turisti che giungono per visitarli. I cittadini di codesto gruppo hanno formalmente domandato, per tempo, di poter partecipare alle decisioni come parte viva della Comunità, ma, nonostante l’istanza, non sono stati resi pubblici i documenti che condannano i pini.
Nello spirito di piena collaborazione, commissionarono una prima relazione ad uno dei più esperti dottori forestali ed arboricoltori d’Italia, autore di numerosi interventi di cura e consolidamento proprio sui pini domestici, il dottor Gian Pietro Cantiani di Roma, socio fondatore della SIA, la Società Italiana di Arboricoltura. La inoltriamo ora a Lei, certi che potrà apprezzarne il contenuto e le finalità.
Si tratta di una prima ricognizione, effettuata per puro spirito di servizio e senza possibilità di intervenire con strumenti o altri tipi di indagini più approfondite, ma che già evidenzia le ottime condizioni dei pini.
Allo stesso modo, possiamo indicarVi altri notissimi esperti di lunga e chiara fama internazionale, quali il dottor Daniele Zanzi di Fito-Consult di Varese, e il SIM-Gruppe (di cui fa parte il dottor Zanzi), gruppo di esperti internazionali facenti capo al professor ingegner Lothar Wessolly di
Stoccarda, l’ideatore negli anni 80/90 delle “prove di trazione” o “pulling test”, che, da quanto abbiamo appreso, sono state effettuate sui pini in questione. In particolare, abbiamo avuto recenti ospiti a Ravenna, proprio per indagini su pini domestici, lo stretto collaboratore dell’ingegner Wessolly, coautore con lui del notissimo Manuale Handbuch der Baumstatik und Baumkontrolle edito a Berlino e giunto alla seconda edizione, l’arboricoltore svizzero Martin Erb, ed il suo collaboratore Jaime Miguel.
Con la presente, dunque, siamo ad offrire a Vostra Eccellenza l’opportunità, tramite un pool di esperti internazionali che potrebbero essere a disposizione, di analizzare a fondo la situazione, al fine di giungere alla soluzione condivisa migliore possibile, innanzitutto per la sicurezza del preziosissimo Mausoleo, ma al contempo per il suo ragguardevole intorno. Il gruppo di cittadini potrà impegnarsi a favore della Comunità in una raccolta fondi affinché ulteriori indagini, analisi e valutazioni siano a costo zero per l’Archidiocesi di Ravenna.
Certi della Vostra attenzione e di rappresentare il sentire di larghissima parte della Comunità, restiamo in attesa di riscontro e porgiamo distinti saluti”.

























































