Alcuni mesi fa una sentenza del Tar del Lazio aveva annullato lo stop, ancora vigente, alle nuove esplorazioni.
“Da subito, ovviamente, è iniziata la carica dei colossi del settore estrattivo per riprendere a perforare ovunque possibile” commenta il Coordinamento Per il Clima – Fuori dal Fossile, che ha organizzato, per venerdì 14 novembre, alle 17.30, in piazza Andrea Costa, un presidio in occasione della Cop30, il vertice in Brasile sulla crisi climatica.
In effetti, in questi ultimi mesi, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha assegnato molte licenze (oltre trenta), ferme dal 2022. Si tratta di una vera e propria corsa ai giacimenti, sia sulla terraferma che in mare, e che riguarda anche la nostra regione e il nostro mare.
“Si ricorderà che da qualche anno l’Italia aveva sospeso (o almeno ridotto) le attività di ricerca ed estrazione di petrolio e gas da nuovi giacimenti, dopo la moratoria sulle trivelle approvata nel 2019 e il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai) del 2022, piano che noi e tutto il movimento ambientalista avevamo giudicato troppo timido e assai permissivo, ma sul quale erano subito scattate le corse alla deroga. In ogni caso, mesi fa, il Tar del Lazio ha annullato il Piano, spingendo l’onnipotente mondo dei colossi Oil & Gas, tra cui ovviamente Eni (ma anche imprese straniere come Shell ed Energean) a fare pressione sulle Istituzioni affinché riattivasse le licenze”.
“Tutti sanno che – come afferma unanimemente e instancabilmente la comunità scientifica ormai da decenni – per cercare di frenare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici è tassativamente necessario vietare ogni nuovo progetto di estrazione di combustibili fossili, che sono inequivocabilmente i principali responsabili del riscaldamento globale, e passare rapidamente al modello basato sulle fonti rinnovabili. E se aggiungiamo tutto ciò ai rigassificatori, ai vecchi e nuovi gasdotti, ai depositi di gas liquefatto, ci rendiamo ben conto di quale sia la camera a gas nella quale ci hanno cacciato.
Il governo Meloni (saldamente appoggiato, però, dalla gran parte dei governi regionali e locali compresa la Regione Emilia Romagna e il Comune di Ravenna) procede a testa bassa su una strada che va nella direzione opposta a ciò che si dovrebbe fare, e propugna il “gas nazionale”, che andrebbe tappato definitivamente dove sta, come una soluzione adatta a ridurre le importazioni dall’estero”.
“E così, la tanto agognata “transizione ecologica” si allontana sempre di più, ipotecando forse per sempre il futuro prossimo e ancor più quello delle generazioni a venire.
Non solo, ma come è sempre più evidente dagli accadimenti di questi ultimi anni e ancor più di questi mesi, esplodono ovunque conflitti armati feroci e avanza inesorabile la militarizzazione di ogni Paese, di ogni territorio. Dietro ogni guerra, dietro ogni genocidio, c’è un giacimento fossile, e i governi piegano la testa di fronte a chi impone la subordinazione alle logiche di guerra e di distruzione. Mentre continua il dramma della Palestina (e mentre continua quello, più nascosto, del Sudan e di tante altre parti del mondo) si profila già la minaccia concreta di esplosione di conflitti catastrofici nel Venezuela e in Nigeria”.
“Le mobilitazioni di solidarietà al popolo palestinese, però, hanno mostrato come il consenso a queste politiche assassine e guerrafondaie non sia né scontato né unanime. Ora è il momento di saldare queste manifestazioni al movimento che da sempre si batte per la giustizia climatica e ambientale, per la costruzione di nuove relazioni e un modello sociale completamente diverso, libero dalla schiavitù delle fonti fossili e costruttore di Pace.
Fra pochi giorni in Brasile si tiene la COP 30, l’ennesimo vertice di Paesi che sbandiereranno la volontà di affrontare la crisi climatica, ma poi effettueranno scelte ancora una volta distruttive o quanto meno inefficaci. E in concomitanza con questo appuntamento, in tutto il mondo si riempiranno le piazze di chi chiede la svolta rinnovabile, ecologica e socialmente equa”.


























































