Il Comune di Lugo annuncia una esposizione d’arte contemporanea che prenderà vita al palazzo ex Cassa di risparmio, sede della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, in piazza Baracca 24 a Lugo.

Dal 15 novembre al 14 dicembre gli spazi espositivi della Fondazione ospiteranno una corposa mostra antologica dell’artista faentino Nedo Merendi: attorno alla sua mostra sono stati invitati tre giovani artisti – Francesca Cerfeda, Filippo Maestroni e Cinzia Ortali, tutti e tre di base a Faenza – che tra ceramica, disegno, pittura, ricamo e installazioni, allestiranno tre piccole personali negli stessi spazi.

L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 15 novembre alle 18, cui seguirà un concerto di musica elettronica di Giovanni Dalmonte, che proporrà improvvisazioni al synth modulare utilizzando campioni di insetti e uccelli, esplorando melodie in tempo reale nel micro tempo; l’evento sarà arricchito dalla «flora di carta» di Andrea Merendi, creando un dialogo suggestivo tra suono, natura e arte.

«Flora e…» è il titolo della mostra antologica dell’artista faentino Nedo Merendi(classe 1957), che raccoglie trent’anni circa di attività dell’artista ed è composta da una quindicina di maioliche (piatti e vasi), otto dipinti ad olio (paesaggi), otto grandi disegni su carta inediti (il cane Flora nel paesaggio) e un centinaio di piccole carte dipinte: un’importante e vasta selezione della sua produzione che affianca temi, linguaggi, tecniche, materiali e stagioni differenti.

Cinzia Ortali classe 1975, presenta invece «Due stanzette tutte per me», con disegni barocchi ispirati a San Girolamo (2023), ricami a punto croce realizzati tra il periodo Covid e il 2024, composizioni circolari quotidiane basate su uno «schema a girasole» (2023-2025), e piccoli ritratti dell’alluvione di Traversara (2025): un percorso tra arte-terapia, recita e diletto personale.

«Saturnina» è invece l’interpretazione personale di Francesca Cerfeda (Napoli, 1993) del rito dei Saturnalia, festa antica che sovverte l’ordine, sospende il tempo e apre uno spazio nuovo: simulacri, ritratti e idoli che nascono dall’introspezione e dall’immaginazione, interpretazione privata dell’antico rito dei Saturnalia che sovverte l’ordine e apre uno spazio altro.

Filippo Maestroni propone infine «Fiori di Faenza», una ricerca sulla mitologia territoriale faentina attraverso il dialogo con gli artisti del passato locale (Giani, Baccarini, Rambelli, Drei, Ugonia, Nonni, Tampieri, Moreni) e con i calanchi da cui nasce la ceramica: memoria di mani che come fiori si sono succedute nelle stagioni creando e perpetuando la bellezza.

La mostra sarà visitabile grazie al supporto dei volontari di Auser Ravenna il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 18, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.L’ingresso è gratuito.

Per ulteriori informazioni contattare il numero 0545 299105, mail museobaracca@comune.lugo.ra.it.