La ‘Procedura ad evidenza pubblica per la raccolta di manifestazioni di
interesse finalizzate alla realizzazione di una palestra con funzione di
interesse pubblico, da realizzare su area privata a totale carico del proponente e trasferire gratuitamente al Comune’ si è conclusa, con la selezione della proposta avanzata da un privato (lo stesso che già precedentemente aveva avanzato la sua disponibilità).

L’area individuata è tra il viale Stradone e via Corelli, di attuale proprietà del Seminario Vescovile, sulla quale realizzare un edificio di superficie coperta di circa 1160 mq.

Quando, nel novembre scorso, manifestammo le nostre perplessità sulla ipotesi che circolava, ci chiedemmo perché doveva essere individuato proprio quel prato verde per costruire e se, oltre alla palestra, fosse previsto di costruire altro.

In effetti è emersa l’indiscrezione che, oltre alla palestra, sarebbe prevista la costruzione di un oratorio, in questo caso, immaginiamo, a cura del seminario o di qualche altra struttura della Diocesi” spiega Legambiente Faenza.

L’associazione ambientalista torna a chiedere di riqualificare quanto già costruito, senza consumare nuovo suolo:

“Riteniamo che una corretta applicazione dell’art.15 della Legge urbanistica dovrebbe censire oggettivamente tutti i contenitori non utilizzati nella città costruita, qualunque sia la proprietà: comunale, di altri enti pubblici, di banche, fondazioni, istituzioni religiose, oltre che singoli privati.

Questo per valutare le reali possibilità di una rigenerazione urbana che riutilizzi gli spazi e contenitori presenti ed evitare, per quanto possibile, ulteriori cementificazioni e sensibilizzare tutti i soggetti in campo verso questi obiettivi.

Ci verrà obiettato che vanno salvaguardate le legittime aspettative dei proprietari di immobili dismessi, o di aree che il vecchio RUE classificava come costruibili, obiettiamo che le Amministrazioni pubbliche hanno a disposizione diversi strumenti per promuovere, stimolare e, in certi casi, anche incentivare, i privati a scelte coerenti con orientamenti rivolte al riutilizzo dell’esistente e alla rigenerazione urbana, come la legge urbanistica privilegia.

Per tornare sul progetto della palestra (di cui, come abbiamo scritto, riconosciamo ci sia necessità, ma aggiungevamo che c’è anche necessità di alloggi a prezzi accessibili da affrontare) e poi della ipotesi di costruzione di un oratorio, non spetta a noi fare proposte alternative. Tuttavia pensiamo che possibili spazi alternativi, anche molto accessibili dal centro, esistono.

Ci vengono in mente solo alcuni esempi: la vecchia clinica Stacchini proprio nel viale stradone, o il vecchio ufficio del lavoro in via Paradiso, ma pensiamo agli spazi di altri complessi da riqualificare, come la ex caserma dei pompieri, Santa Chiara…

In particolare per la questione dell’oratorio pensiamo ai tanti spazi, in gran parte non utilizzati, di enti religiosi, delle parrocchie… non sarebbe più logico collocare lì un oratorio?

Proprio nel periodo nel quale si fanno bilanci sull’anno passato e le prospettive future, anche in vista del rinnovo dell’Amministrazione, vorremmo che si aprisse un dibattito nella città”.