Nella giornata di ieri, giovedì 10 luglio, si è concretizzata definitivamente la scelta dei Comuni della Romagna Faentina di creare un soggetto pubblico privato, Primula, che gestirà i servizi per gli anziani non autosufficienti.

Alla presenza della presidente dell’ASP della Romagna Faentina, dei Comuni soci, e della segreteria provinciale CISL, è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa che accompagna la costituzione della nuova società consortile ‘Primula s.c.a.r.l.’, frutto del percorso di co-progettazione avviato nel 2023 secondo l’articolo 55 del Codice del Terzo Settore. L’intesa appena sottoscritta definisce, in maniera condivisa, i princìpi fondamentali alla base della nuova gestione dei servizi residenziali e semiresidenziali per anziani non autosufficienti, unendo l’obiettivo dell’innovazione organizzativa alla piena tutela dei diritti del personale coinvolto e alla salvaguardia della qualità dei servizi.

“Tra i punti salienti dell’accordo c’è il distacco funzionale del personale pubblico senza perdita di status o trattamento economico; la continuità occupazionale per il personale somministrato; l’introduzione di criteri di equità sociale nella definizione delle rette attraverso l’ISEE, e la strutturazione di un sistema stabile di relazioni e di confronto con le sigle sindacali a piena tutela dei lavoratori”.

Il presidente dell’Unione della Romagna Faentina, Massimo Isola, sottolinea: “Siamo soddisfatti di aver utilizzato uno strumento amministrativo innovativo come la co-progettazione, che ha permesso a due realtà di confrontarsi a lungo. Questo dialogo si è poi esteso alle organizzazioni sindacali, con cui si è aperto un dibattito importante per offrire tutte le rassicurazioni possibili, in particolare nei confronti del personale dell’ASP della Romagna Faentina. Il Protocollo sottoscritto chiarisce alcuni punti fermi per le amministrazioni coinvolte, a tutela di valori per noi fondamentali: il mantenimento del presidio pubblico all’interno della nuova società, la conservazione del nostro patrimonio di competenze e l’impegno per un servizio socioassistenziale di alta qualità”.

“Con la firma di questo Protocollo – dichiara Chiara Donati, presidente di ASP della Romagna Faentina – diamo forma a un progetto ambizioso che tiene insieme innovazione, coesione sociale e rispetto per le persone. Abbiamo scelto la strada del dialogo, della trasparenza e della corresponsabilità, certi che solo così si possa costruire un nuovo modello di welfare territoriale capace di rispondere in modo sostenibile e qualificato ai bisogni della popolazione anziana”.

 

Chi da mesi critica questo accordo sono Cgil e UIl. La nuova società pubblico-privata è stata costituita anche per evitare di mantenere alla gestione dei servizi per anziani un’ente, l’Asp, con un bilancio costantemente deficitario negli ultimi anni: “Le motivazioni di tale azione vengono giustificate dagli amministratori della Romagna Faentina, come la necessità di chiudere un servizio in perdita per evitare che la Corte dei Conti, dopo tre bilanci consecutivi in rosso, intervenga adducendo una mala gestione. Tale ipotesi viene smentita da un semplice esercizio contabile che, proprio quest’anno, le amministrazioni della Romagna Faentina adotteranno ponendo in anticipo nei bilanci i fondi per sostenere il servizio, anziché porre le medesime risorse a fine anno, creando così delle uscite non previste” criticano Cgil e Uil.

I due sindacati ripercorrono i passi decisivi di questa storia: “Di fatto dalla costituzione della ASP unica, si sono poste le condizioni perché questo servizio andasse male altresì dando in gestione alla cooperativa In Cammino i posti non accreditati del Fontanone di Faenza rimanendo di fatto con le sole entrate della struttura di Castel Bolognese, decretando perciò, senza risorse pubbliche messe nei preventivi di bilancio, un lento declino. Ma la soluzione creata con queste premesse è ancora peggiore: la creazione di un soggetto pubblico privato nel quale di fatto, le amministrazioni della Romagna Faentina esternalizzano e privatizzano, alla nuova società il servizio”.

Nel corso del 2024 i sindacati, prima unitariamente, si sono opposti sia a livello locale che regionale a tale operazione: “Può avere come conseguenza di cedere in tutta l’Emilia Romagna un ulteriore pezzo della sanità pubblica al privato. Tanto che la passata giunta Bonaccini, quasi a fine mandato, aveva deliberato una normativa (la 1638 del luglio 2024) che conteneva al suo interno il divieto di finanziare società di tale natura. Però, con un colpo di spugna, il 7 di luglio scorso, la giunta De Pascale ha emesso una nuova delibera, che sospende quella precedente e che cancella una parte della contrattazione sociale fatta con i sindacati negli ultimi anni”.

Cgil e Uil spiegano, dal loro punto di vista, la spaccatura fra i sindacati: “L’altra spaccatura si crea a livello locale dove, a differenza di quanto sta accadendo a livello regionale con i sindacati ancora unitari, la Cisl (che aveva già avallato in Unione, l’operazione) si è dichiarata disponibile a firmare un documento nel quale non solo si accetta ma si decreta di non chiamare al tavolo Cgil e Uil per il futuro, non solo su Primula, ma anche su diverse materie della contrattazione sociale, da sempre materia di discussione tra sindacati più rappresentativi del territorio e le amministrazioni della Romagna Faentina. Mentre accade tutto ciò, i Comuni della Romagna Faentina fanno quello che non avevano mai fatto negli ultimi anni, aumentano del 10% i costi dei posti non accreditati e guarda caso dei posti che gestirà il nuovo soggetto Primula”.

“I sindacati Uil e Cgil rimangono contrari nel merito – che rischia di dare meno servizi ai cittadini, con una qualità forse inferiore e di certo a prezzi più alti, e meno diritti e retribuzioni per i lavoratori di Primula – ma anche nel metodo, che di fatto esautora la contrattazione a garanzia della popolazione, lasciandola solo a chi avalla le decisioni delle amministrazioni.

Di fronte a tutto questo, Cgil e Uil non si piegheranno alla logica, sempre più diffusa e ormai abbracciata dalla destra e da una parte della cosiddetta sinistra politica, secondo cui il pubblico deve arretrare e il privato avanzare. Una logica che, sotto la copertura retorica dell’inefficienza del pubblico, maschera precise responsabilità gestionali e scelte politiche che hanno portato al fallimento del modello pubblico, per poi giustificarne lo smantellamento. Non accettiamo questa deriva, non ci rassegniamo e continueremo a chiedere un radicale ripensamento delle scelte in atto, per tutelare l’interesse pubblico, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, e la qualità dei servizi per le persone più fragili.

Ora il percorso concretamente passa alle organizzazioni sindacali di categoria che cercheranno di costruire le migliori condizioni di trattamento per i lavoratori e le lavoratrici di ASP portando anche quelli della cooperazione e i somministrati al medesimo livello”.

La Cisl, come detto, ha invece siglato il Protocollo d’Intesa con l’Unione e l’ASP della Romagna Faentina e la Cooperativa In Cammino, relativo alla costituzione di “Primula società consortile a responsabilità limitata”.

“Come più volte affermato, la CISL Romagna ha ritenuto fosse giunto il momento di concludere la lunga e non facile discussione, iniziata proprio su sua richiesta nel gennaio 2024. L’obiettivo è stato quello di fissare formalmente, in un accordo quadro confederale, le migliori garanzie oggi possibili per i servizi, il personale e il futuro impiego delle risorse. Garanzie che  si aggiungono alle attenzioni già previste nello statuto della nuova società in riferimento alla composizione dei suoi vertici e alle maggioranze decisionali stabilite.
Con questo obiettivo, lo scorso 26 aprile, prima delle sedute deliberative di ogni Comune per l’acquisizione di partecipazione indiretta nella nuova società, abbiamo deciso di percorrere la via della proposta anziché quella della protesta,” ha dichiarato la CISL Romagna. “Abbiamo scritto ai Consigli Comunali di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Solarolo e Riolo Terme, ribadendo tutte le osservazioni e le richieste formulate nel corso della trattativa. Oggi possiamo affermare che la scelta di provare a incidere sulle conseguenze di un cambiamento a lungo perseguito dagli amministratori, approvato trasversalmente dalla politica locale e mai smentito od ostacolato dalla Regione – che ne era ampiamente a conoscenza – ha dato i suoi frutti, perché le nostre richieste hanno trovato prime risposte soddisfacenti.”

“Il protocollo, fatte salve ulteriori specificazioni derivanti da successivi accordi di categoria, prevede i seguenti punti fondamentali:
• garanzia di qualità e conformità: primula dovrà garantire nel tempo il rispetto di tutti i requisiti previsti in materia di accreditamento dalla normativa vigente. Inoltre, i livelli e la qualità dei servizi conferiti costituiranno il punto di partenza imprescindibile per un loro ulteriore miglioramento.
• tutela del personale ASP: il personale dipendente dell’ASP manterrà il proprio status e verrà solo assegnato funzionalmente alla nuova società. Sarà garantita nel tempo ogni prerogativa derivante dal proprio contratto, inclusi il mantenimento della sede di servizio e il diritto al ricollocamento in caso di sopraggiunte inidoneità.
• continuità occupazionale per personale in somministrazione: al personale in somministrazione attualmente in servizio nelle strutture dell’ASP che verranno conferite, sarà garantita la continuità occupazionale, con mantenimento della sede lavorativa e del trattamento economico in godimento, oltre al diritto di prelazione nelle assunzioni eventualmente effettuate dalla società Primula.
• destinazione delle risorse: le risorse che fino a ieri venivano versate dai Comuni per coprire le perdite dell’ASP – e che ora, secondo quanto dichiarato, non sono più necessarie a questo scopo – resteranno destinate all’ambito sociale. Il loro impiego sarà oggetto di confronto con le Organizzazioni Sindacali. Lo stesso avverrà per le risorse che eventualmente si libereranno nell’ASP e che potranno quindi essere destinate a nuovi servizi.
• introduzione dell’ISEE per equità: verrà avviato un confronto con le Organizzazioni Sindacali per introdurre l’ISEE come criterio di equità nella definizione della compartecipazione al costo dei servizi.
• no a contratti non adeguati all’attività: in caso di assunzioni dirette, la nuova società Primula applicherà il CCNL della Cooperazione Sociale, sottoscritto da CGIL, CISL e UIL, fatta salva ogni diversa e migliore pattuizione e condizione integrativa definita con le Organizzazioni Sindacali di Categoria competenti.
• relazioni sindacali stabili: primula adotterà relazioni sindacali stabili, garantendo informazione e confronto con le Organizzazioni Sindacali in merito alla pianificazione e organizzazione dei servizi, anche con riferimento al rispetto dei requisiti previsti dalle procedure di accreditamento. Inoltre, la relazione redatta almeno annualmente per il socio pubblico sul concreto andamento dei servizi conferiti sarà trasmessa anche alle Organizzazioni Sindacali.
• confronto su eventuali future coprogettazioni: la Giunta dell’Unione della Romagna Faentina garantirà il confronto sindacale confederale a monte di eventuali futuri percorsi di coprogettazione che dovessero interessare servizi alla popolazione gestiti direttamente dagli Enti Locali del territorio o tramite ASP, così come servizi di nuova istituzione. Verrà inoltre manifestata formale volontà di aderire a un percorso volto alla definizione di un accordo provinciale in materia di coprogettazione.
• verifica congiunta dei risultati: verrà realizzato uno specifico momento di confronto allo scadere dell’accreditamento, e comunque al più tardi entro il 31 dicembre 2026, al fine di valutare congiuntamente i risultati del progetto e la permanenza delle condizioni per la sua realizzazione”.

“Abbiamo lavorato per ottenere le maggiori garanzie oggi possibili,” ha dichiarato la CISL Romagna, “e, oltre alla soddisfazione per i risultati ottenuti, siamo convinti di aver fornito elementi utili anche per una seria riflessione volta a delineare i confini di simili operazioni, in primis per la nostra stessa Regione, che dopo aver legiferato sul tema della coprogettazione, non ha ancora emanato le linee guida che dovrebbero perimetrare l’utilizzo dello strumento.”

“Auspichiamo che la sostenibilità e la tutela di questi servizi e del personale coinvolto siano anche il vero obiettivo della politica e di tutti i soggetti istituzionali e di rappresentanza a vario titolo coinvolti,” conclude la nota.