Mercoledì 29 ottobre 2025 ha compiuto cento anni la cotignolese Amabile Villa. Per l’occasione il sindaco di Cotignola Federico Settembrini ha fatto visita alla neocentenaria, omaggiandola con un bouquet di fiori e portandole gli auguri dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità cotignolese.

Nata a Solarolo il 29 ottobre 1925 da Luigi Villa e Teresa Babini, entrambi operai, Amabile è cresciuta in una numerosa famiglia composta da sette sorelle e un fratello. Nel 1947 ha sposato Luigi Zaccarini, con cui ha condiviso 53 anni di matrimonio, assistendolo con dedizione per dieci anni durante la sua malattia. Dalla loro unione sono nati due figli e oggi Amabile è circondata dall’affetto di due nipoti e tre pronipoti.
Fin da bambina ha lavorato nei campi, iniziando a soli 11 anni. Era la più forte tra le sorelle e il padre la mandava a raccogliere l’erba medica lungo il fiume per venderla. La vita era semplice e faticosa: si dormiva in tre in un letto, i vestiti erano pochi e lavati la sera per poterli indossare la mattina. D’inverno, il ghiaccio si formava persino all’interno delle finestre.
Durante la guerra, la fame era all’ordine del giorno. Amabile ricorda che si viveva di pane e patate e spesso si conservavano gli avanzi per il pasto successivo. Da sfollati, cercavano rifugi per salvarsi dai bombardamenti; il padre, reduce della Prima guerra mondiale, insegnava loro come proteggersi e infatti quando andavano a Solarolo a piedi e sentivano l’avvicinarsi degli aerei militari si nascondevano nei fossi in attesa che passassero. Ancora oggi Amabile racconta con emozione il drammatico ricordo di una bambina uccisa durante un bombardamento mentre cercava di fuggire con la sua famiglia.
Instancabile lavoratrice, oltre ai campi ha contribuito alla costruzione della propria casa e di quella di un vicino, facendo la manovale e trasportando a mano mattoni e cesti di cemento su per una scala a pioli. Per ricaricarsi, racconta sorridendo, bastava un sorso di Biancosarti.
Ha continuato a lavorare nei campi per tutta la vita e, fino all’anno scorso, raccoglieva ancora la frutta. Oggi dedica il suo tempo alla piccola pronipote, che accudisce con amore, e ogni mattina, dopo una colazione con zuppa di pane e latte, non rinuncia alla sua passeggiata fino al fiume: un’abitudine che le permette di mantenersi attiva e in forma.
Una donna forte e generosa, custode di un secolo di storia e di valori autentici, che rappresenta un esempio prezioso per tutta la comunità.