Venerdì 14 novembre, in piazza Andrea Costa, a Ravenna, è stata organizzata la manifestazione “No al genocidio No all’ecocidio”, promossa dal Coordinamento ravennate per il Clima – Fuori dal Fossile, in concomitanza con COP30 in Brasile, la trentesima Conferenza delle Parti sul clima.
Il Coordinamento spiega che l’iniziativa nasce dalla volontà di “unire le voci di chi, in Italia e nel mondo, rifiuta le politiche di guerra e la devastazione ambientale”. Per il 14 e 15 novembre in molte città sono previsti presidi, cortei e assemblee.
“Non c’è giustizia climatica senza giustizia per i popoli oppressi. Gaza ne è il simbolo più drammatico”.
Secondo il Coordinamento, esiste un filo diretto tra conflitti, consumo di gas e petrolio e crisi climatica: “La contesa feroce per le fonti fossili favorisce e prepara guerre, schiavitù e ingiustizie. Le spese militari e i conflitti armati inquinano, desertificano, peggiorano la crisi climatica, la qualità dell’aria e dell’acqua, sottraggono cibo, salute, biodiversità ed equilibri naturali”.
E le conseguenze non sono solo ambientali: “La democrazia, la libertà di pensiero e il dissenso sono le vittime inevitabili della militarizzazione e delle politiche securitarie”.
























































