Ho letto con attenzione la risposta della sottosegretaria faentina Manuela Rontini ad una interpellanza in consiglio regionale circa i gravi ritardi nel completamento delle casse di laminazione delle piene del Senio .

Pur apprezzando l’impegno della sottosegretaria non posso esimermi da fare rilevare come le argomentazioni esposte ( e sicuramente suggerite da tecnici poco esperti in idraulica ) siano gravemente penalizzanti per gli aspetti della sicurezza e della normativa dei lavori pubblici”.

Ad affermarlo è Claudio Miccoli, candidato sindaco di Faenza per Lega e Forza Italia e, in passato, geologo che ha partecipato alla progettazione delle casse d’espansione di Tebano e Cuffiano, quando era funzionario della Regione Emilia-Romagna.

Miccoli ricorda: “Il progetto delle casse del Senio, redatto originariamente dal Prof. Alberto Bizzarri, è un “unicum idraulico” organizzato con due casse collegate da una briglia a fessura ( che facendo sempre passare acqua salvaguarda il minimo deflusso vitale del Senio ) che facendo salire la quota permette, ad un livello predefinito, l’ingresso della parte sommitale della piena dentro le casse riducendo la portata verso valle di oltre 3 miloni di metri cubi di acqua e quindi riducendo la quota sommitale della piena stessa nel tratto di valle .

L’assenza della seconda cassa e della briglia impediscono l’innesco idraulico della cassa esistente che, a questo punto, diventa anche un ostacolo visto che impedisce al fiume di fruire di una zona di espansione esistente prima della realizzazione della cassa intermedia”.

Dal maggio 2023 ad oggi in quella zona sono stati affidati lavori in regime di somma urgenza ( cioè senza progetto e senza gara ) per circa 7 milioni di Euro “Senza che siano stati fatti lavori per la realizzazione della cassa di valle ( costo circa 11 milioni di euro dei quali 8,5 già in cassa della regione ), mentre potevano essere affidati anche i lavori di completamento della cassa e della briglia di cui, almeno, si era in possesso di un progetto che dal punto di vista tecnico era già ben definito” afferma Miccoli.

“Realizzare un intervento parziale, come annunciato dalla Rontini, non porterà alcun vantaggio, anzi penalizzerà ulteriormente l’aspetto idraulico, ed inoltre se la nuova realizzazione verrà tracimata da una piena ( vista la parzialità dell’intervento sarà sufficiente una come quella di Natale ) le opere realizzate saranno fortemente danneggiate.

Quindi l’intervento prospettato non sarà definibile come uno “ stralcio funzionale “ così come ritenuto indifferibile dalla normativa sui Lavori Pubblici, perché non porterà la situazione ad un livello di funzionalità in relazione al progetto complessivo .

Uno spreco di danaro pubblico senza risultati concreti, con evidente riferimento alla sicurezza idraulica del tratto di valle”.

Secondo Miccoli: “L’intervento deve essere realizzato completamente e i lavori debbono essere gestiti in  modo professionale, gli esempi di alcuni interventi realizzati dal maggio 2023 ad oggi inducono molte e motivate perplessità, certificate anche dai professori del Politecnico di Milano consulenti della Procura della repubblica di Ravenna

I lavori bisogna iniziarli subito, passando sopra a tutti i contenziosi in essere, compreso quello ( che si dice ) esserci anche con il comune di Faenza .

Ritardarli ulteriormente porterà a procrastinare la situazione di rischio per la gente e per le attività produttive esistente ad oggi, una immotivata assunzione di rischio in danno di gente e territorio”.