“Blocchi ai caselli autostradali, stazione di Milano messa a ferro e fuoco, scontri con la Polizia chiamata a garantire l’ordine pubblico, devastazioni varie e, tornando a Ravenna, blocco del Ponte mobile, blocco di alcune zone dell’area portuale, imbrattamenti su muri, vetrine etc. il tutto unito a uno sciopero che solo secondo la sinistra radicale sarebbe riuscito. A cosa è servito tutto ciò? Certamente, se consideriamo lo sciopero sindacale, non ha avuto nulla a che vedere con rivendicazioni sindacali sui contratti, sulle condizioni dei lavoratori o sugli stipendi. E poi c’è l’imbarazzante presenza di Alessandro Barattoni nella sua veste istituzionale a una manifestazione che di civile e pacifico sembra aver avuto ben poco. Certo, è andata peggio in altre città, penso a Milano con devastazioni e danni stratosferici che saranno i contribuenti a dover pagare e oltre sessanta agenti delle Forze dell’Ordine feriti, a cui la Lega di Ravenna invia la propria totale solidarietà. Oggi, chiunque dotato di un minimo di obiettività dovrebbe chiedersi se Barattoni abbia valutato l’ideologizzazione, la strumentalità e la prevedibile violenza che hanno caratterizzato queste manifestazioni e se abbia l’intenzione di criticare la brutale aggressività dei manifestanti e i danni causati a persone e beni. Ma ripeto: tutto questo cosa c’entra con le rivendicazioni sindacali? Nulla ed è anche evidente che non porterà ad alcun passo positivo per la fine del conflitto in corso in medio oriente”.
Lo scrive in una nota il segretario della Lega Ravenna Luca Cacciatore.
“Altre preoccupazioni per domani venerdì 26 settembre, quando è previsto un incontro pubblico che segna la prima vera “attività politica” della neo assessora alle Politiche giovanili e alla Pace, Habi Alif, di origine marocchine, che ha invitato come “relatrice speciale” Francesca Albanese, personaggio molto discusso, considerata da molti media di essere vicino ad Hamas e, almeno secondo organi di stampa autorevoli, accusata dagli Usa di ‘antisemitismo, apologia del terrorismo e di usurpazione di titolo’. Se questo è il primo atto dell’assessora alla ‘pace’ figuriamoci cosa accadrà in futuro, inviterà gruppi vicino all’islamismo militante, antisemiti dichiarati, odiatori dell’Occidente e poi? Siamo ormai a un passo dal non ritorno. L’appello che rivolgo a tutti i ravennati è quello di interrogarsi sui reali obiettivi di queste iniziative perché il timore è che possano compromettere la sicurezza e la coesione sociale della nostra città”.
























































