Nella geometria scassata della mobilità stradale lungo il quadrante sud ovest del comune di Ravenna, via Argine Destro Montone, pur molto stretta e priva di pista ciclabile, tanto da rendere difficoltosi e rischiosi gli incroci di veicoli anche di media struttura, è molto di più, per lunghezza e collocazione rilevanti, che una secondaria strada di campagna. Partendo da Ravenna, all’altezza di Chiusa San Marco, arriva infatti al confine col comune di Forlì in località Filetto. Come arteria di comunicazione con Russi, Faenza e il territorio forlivese, e per i collegamenti con le diverse frazioni attraversate o confinanti, è usato soprattutto il tratto sud, raggiunto ordinariamente dalla statale Ravegnana svoltando sulla provinciale Godo-San Marco, oppure da Ravenna su via Fiume abbandonato. Funzionò come alternativa allucinante alla statale Ravegnana, quando fu interrotta per dieci mesi tra Longana e Ravenna per il crollo della diga sul Ronco. Lista per Ravenna se ne occupò nel luglio 2023, richiamando l’attenzione dell’amministrazione comunale sulle molteplici trascuratezze di cui soffriva. Rimasto tuttavia l’unica alternativa alla Ravegnana sul versante ovest, oggi questo tratto è ininterrottamente percorso come “scorciatoia” strategica, a causa dei numerosi cantieri aperti in tutta Ravenna sud.

Nonostante, dopo le recenti elezioni di fine maggio, l’amministrazione comunale abbia avviato in zona alcuni interventi di manutenzione superficiale e il taglio dell’erba e delle canne che incombono sulla carreggiata, il quadro che ne emerge è tuttavia di costante negligenza. La strada, costellata di voragini, viene via via tamponata con catrame chimico, che però si scioglie al primo acquazzone, producendo nuovi pericoli e insidie. A complicare ulteriormente la situazione, la manutenzione del verde è stata effettuata superficialmente, lasciando spunzoni di rami pericolosi sul ciglio della carreggiata, che non solo danneggiano le vetture, ma rappresentano un serio problema di incolumità soprattutto per ciclisti e motociclisti.

L’ultima “manutenzione” eseguita, servita per tracciare le linee bianche che teoricamente dovrebbero delimitare la carreggiata, è stata in sostanza uno spreco, perché ciò che serve e precede è piuttosto un’opera di rifacimento generale della strada, con un intervento di manutenzione straordinaria da inserire al più presto nel piano triennale degli investimenti pubblici del Comune di Ravenna. Nel frattempo, però, pur procedendo come manutenzione ordinaria, peraltro dovuta, nell’ambito del Global Service, appaltato al costo di 13 milioni e mezzo l’anno, occorrono lavori di riasfaltatura durevole della carreggiata per la sua intera larghezza, e non più tamponamenti superficiali di buche e sconnessioni, destinate via via a moltiplicarsi.

Interrogo perciò il sindaco, con urgenza, sulle sue intenzioni al riguardo.