Sono ufficialmente iniziati il 1° settembre 2025 i lavori di ripristino e riqualificazione del Teatro Rossini di Lugo, gravemente danneggiato dagli eventi alluvionali del maggio 2023.
Il progetto, a capo della Fondazione Teatro Rossini in collaborazione con il Comune di Lugo e con un team di professionisti del settore, segna un passaggio fondamentale verso la restituzione alla comunità di uno dei luoghi culturali più significativi del territorio.
La prima fase degli interventi, in programma fino alla fine del 2025, prevede:
Il rifacimento del palcoscenico e del golfo mistico, danneggiati dall’alluvione;
La demolizione e il rifacimento degli intonaci ammalorati;
Il restauro dell’assito della platea, con attenzione alla conservazione degli elementi storici;
Ulteriori lavorazioni necessarie a garantire la futura fruizione del teatro in sicurezza ed efficienza.

A partire dall’inizio del 2026, prenderà il via la seconda fase degli interventi, che comprenderà:
Il ripristino completo dell’impianto elettrico;
La realizzazione di nuovi arredi per l’accoglienza del pubblico;
Opere di restauro e risanamento legate all’umidità di risalita;
Interventi di manutenzione sugli infissi esterni.

I lavori, finanziati grazie a donazioni private ricevute all’indomani dell’alluvione per un importo complessivo di circa 900mila euro (dei quali 255mila impiegati per questa prima fase), sono affidati a un team di professionisti con esperienza nel restauro architettonico e teatrale, con l’obiettivo di coniugare valorizzazione del patrimonio storico e adeguamento alle esigenze contemporanee.

“Con questo intervento restituiremo alla città un luogo identitario di Lugo, amatissimo dai cittadini e purtroppo fortemente colpito dall’alluvione – dichiara la sindaca Elena Zannoni, presidente della Fondazione Teatro Rossini -. I lavori che sono appena partiti proseguiranno nel 2026 con un secondo step immediatamente successivo al primo, in modo da arrivare alla riapertura senza avere ulteriori intoppi”.

“L’iter del progetto e dei lavori si è rivelato molto complicato – precisa l’assessore alla Cultura Gianmarco Rossato -, anche perché parliamo di una struttura che aveva alcune criticità preesistenti all’alluvione. Nel corso di questi mesi abbiamo dovuto adattare il progetto anche in funzione di quanto emerso da indagini tecniche preventive. Lo slittamento dei lavori rispetto al piano iniziale ci consentirà però di affrontare il problema dell’umidità a due anni dall’alluvione, e quindi con un quadro più chiaro, sperando quindi di poter migliorare la struttura per quanto riguarda l’isolamento e il miglioramento tecnico, con significative ricadute su fruibilità e sicurezza. La riapertura del Rossini è un tassello fondamentale che permetterà di completare l’offerta di Lugo in termini culturali, affiancandosi a eventi ormai consolidati, nuove rassegne e progetti in crescita che si sono sviluppati in un periodo durante il quale il teatro è stato indisponibile. Siamo contenti che l’attività della Fondazione però non si sia fermata nemmeno in questo periodo complicato e che, anzi, sia già al lavoro per collocare nuovamente il Rossini sul livello culturale a cui appartiene”.

“Siamo pienamente consapevoli dell’importanza del teatro per la città e questo ci ha aiutato ad affrontare un progetto impegnativo, ma assolutamente prioritario come quello della riapertura del Rossini – commenta Gianni Parmiani, direttore del Teatro Rossini -. Nei mesi scorsi ci sono stati alcuni problemi di carattere progettuale, tra i quali il cambio del Rup (Responsabile unico del progetto), e la cosa ha comportato alcuni ritardi. Oggi però i lavori sono partiti e il cronoprogramma punta a completare l’intervento e restituire la piena fruibilità del teatro per la prossima primavera. L’obiettivo, tanto più in un anno importante come il 2026 che coincide con il quarantennale della riapertura del Rossini dopo la storica ristrutturazione, è quello di costruire una stagione teatrale per il 2026/27. Non possiamo ancora dirlo con certezza ma l’ottica in cui lavoriamo è questa. Il Teatro Rossini aveva notoriamente un grande numero di abbonati, con i quali siamo sempre in contatto e che vogliamo tornare a coinvolgere al più presto, insieme a un pubblico nuovo, fatto magari anche di giovani che questo teatro non hanno ancora avuto la possibilità di frequentarlo. Nel frattempo, l’attività di programmazione culturale della Fondazione non si ferma e a metà del mese presenteremo la prossima edizione di Rossini Open”.

Il Teatro Rossini, inaugurato nel 1986, intitolato a Gioachino Rossini nel 1859, è uno dei teatri storici più importanti dell’Emilia-Romagna. La sua riapertura rappresenterà un momento simbolico per tutta la comunità lughese e per il panorama culturale regionale.
Ulteriori aggiornamenti sullo stato di avanzamento del cantiere saranno diffusi nel corso dei prossimi mesi.