Le principali associazioni di categoria della Bassa Romagna esprimono una posizione di netta contrarietà rispetto alle linee guida sulla tutela della retribuzione minima salariale negli appalti pubblici adottate dal Comune di Bagnacavallo, in attuazione di un atto approvato dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Confimi e Confcooperative contestano innanzitutto il metodo seguito nell’elaborazione del provvedimento. Secondo le associazioni, il coinvolgimento delle rappresentanze imprenditoriali è stato insufficiente: dopo un unico incontro di confronto svoltosi nel mese di agosto, non sarebbero state attivate ulteriori occasioni di dialogo o approfondimento, nonostante la rilevanza del tema per il sistema economico e occupazionale del territorio.

Le organizzazioni d’impresa chiariscono di condividere pienamente l’obiettivo di garantire retribuzioni dignitose ai lavoratori e di contrastare il lavoro irregolare e sommerso. Tuttavia, ritengono che le linee guida adottate rappresentino uno strumento inadeguato e potenzialmente controproducente rispetto alle finalità dichiarate.

In particolare, viene espresso timore per il rischio di un indebolimento del sistema della contrattazione collettiva nazionale, che le associazioni considerano il principale presidio di tutela dei diritti dei lavoratori e di equilibrio nei rapporti tra imprese e lavoro. Il quadro normativo nazionale e i contratti collettivi di categoria sono indicati come strumenti fondamentali per garantire certezza delle regole, condizioni di lavoro adeguate e una concorrenza leale tra le imprese, nel rispetto del ruolo delle parti sociali.

Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Confimi e Confcooperative ribadiscono dunque la propria contrarietà sia al metodo adottato sia al merito dell’iniziativa, auspicando che il tema della retribuzione negli appalti pubblici venga affrontato in un contesto più ampio e condiviso. Secondo le associazioni, solo un confronto sovralocale e coerente con il sistema della contrattazione collettiva nazionale può offrire strumenti realmente efficaci per tutelare i lavoratori e contrastare il lavoro irregolare.