«Il Comune di Ravenna deve intervenire con urgenza sullo stato di abbandono in cui versano alcune opere del Parco Marittimo, realizzate appena due o tre anni fa, verificando anche se le attuali condizioni siano coerenti con le specifiche progettuali, in particolare per quanto riguarda i materiali utilizzati». È la richiesta avanzata da Elena Marin, Luca Cacciatore e Massimo Stefanelli della Lega Ravenna, al termine di un sopralluogo effettuato lungo il tratto costiero da Marina di Ravenna fino al bagno Tiziano di Punta Marina Terme.
L’ispezione è stata avviata in seguito alle numerose segnalazioni pervenute da cittadini e frequentatori della zona. «Abbiamo potuto constatare direttamente la fondatezza delle lamentele ricevute – spiegano i rappresentanti della Lega –. A colpire maggiormente è il cattivo stato di conservazione degli stradelli retrodunali».
Secondo quanto rilevato durante il sopralluogo, i percorsi sono composti da due tipologie di strutture: una parte in stabilizzato, presumibilmente una miscela di calce e cemento, e una passerella in legno esotico fissata su supporti lignei. «I tratti in stabilizzato mostrano una condizione disomogenea – sottolineano –: alcune porzioni risultano compatte e lisce, simili all’asfalto, mentre altre sono frastagliate e ghiaiose, particolarmente vulnerabili al deterioramento dopo le piogge». A questo si aggiungono «danni evidenti alle passerelle in legno, con assi spezzate e supporti compromessi».
Per la Lega, lo stato di usura riscontrato non è compatibile con opere così recenti. «Il Parco Marittimo, spesso presentato come fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale, non può essere lasciato in condizioni di degrado», affermano.
Da qui l’appello alla Giunta ravennate affinché intervenga rapidamente. «Ci auguriamo – concludono Marin, Cacciatore e Stefanelli – che vengano adottate soluzioni tempestive per ripristinare la piena funzionalità e la sicurezza degli stradelli. Le attuali condizioni potrebbero infatti compromettere anche lo svolgimento di attività ludico-motorie organizzate dalle associazioni sportive della zona. Sarebbe davvero un peccato per la comunità e per il territorio».



























































