Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, torna a chiedere compensazioni per Porto Corsini, a causa dei disagi creati dagli autobus e dalle navette che trasportano i crocieristi in città o in altre mete. il decano dell’opposizione tira in ballo anche il rigassificatore di Punta Marina:
«La sezione regionale della Corte dei Conti, precisando che “la normativa ambientale prevede misure di compensazione dei costi sociali da attività produttive, come deve intendersi il rigassificatore”, ha richiamato il Comune di Ravenna a prestare molta attenzione agli “interventi in grado di apportare benefici compensativi alla collettività”, che la società FSRU di SNAM finanzierà, con 20 milioni di euro, per risarcire i disagi alla popolazione di Punta Marina Terme e ridurre l’impatto ambientale negativo sul suo litorale e sul centro abitato.
Tra le opere che dovrebbero farsi carico, fin dagli studi di impatto ambientale e dal giudizio di compatibilità, di tali specie di “indennizzi”, ricadono i porti commerciali marittimi accessibili a battelli con stazza superiore a 1.350 tonnellate. La massima parte delle navi che attraccano al terminal crocieristico di Porto Corsini superano enormemente questo limite. Ad esempio, “Celebrity Costellation” ed “Explorer of the Seas”, che, da maggio scorso sono approdate settimanalmente lì per l’intera stagione crocieristica, misurano rispettivamente 91.000 e 138.000 tonnellate di stazza».
Secondo Ancisi, per le compensazioni, si dovrebbe tener conto anche della costruzione del nuovo Terminal Crociere a Porto Corsini. La nuova stazione marittima, oltre ad una cementificazione della località, porterà ad un aumento delle crociere e quindi anche ad un aumento del traffico:
«Per realizzare questo nuovo terminal, vengono cementificati 18,2 ettari della spiaggia di Porto Corsini. I siti della Rete Natura 2000 “Pineta di Casalborsetti, Pineta Staggioni, Duna di Porto” distano circa 200 metri. Il Parco del Delta del Po, con la stazione San Vitale e Pialasse di Ravenna, circa 150 metri. Secondo il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Ravenna, il terminal ricade nell’“Unità di Paesaggio della Costa Nord”, certamente peggiorandola, ed è direttamente interessato dal “Sistema Costiero” e dalle limitrofe “Zone di riqualificazione della Costa e dell’Arenile” e “Zone di Protezione delle Acque sotterranee costiere”, con le quali interferisce. Il “Piano stralcio per il rischio idrogeologico” della Regione Emilia-Romagna classifica parte di questa zona costiera come “area potenzialmente interessata da alluvioni rare” e la zona nord come “area di potenziale allagamento”, causabile dalle piene delle reti idriche di pianura. Questo straziante impatto ambientale non può purtroppo essere mitigato».
Per raggiungere il terminal occorre però attraversare Porto Corsini, passando esclusivamente sulla via Molo San Filippo, molto stretta e priva di uno spazio ciclo-pedonale continuo. «Aggiungendo il già esorbitante traffico locale, si calcola il transito di 600 mila mezzi a motore l’anno, che alimentano una bolla d’aria soffocante e tossica. La classe acustica della zona su cui insiste il terminal è stata aumentata dal III al IV livello, cosicché, ad appena 200 metri di distanza, gli abitanti di Porto Corsini subiscono un maggior grado di rumorosità consentita pari a 60 decibel tra le 6:00 e le 22:00 e a 50 tra le 22:00 e le 6:00.
Non è dunque più sopportabile che, al di là delle opere progettuali in corso, non vengano concepiti interventi di mitigazione e di compensazione dei costi ambientali e sociali che sovraccaricano Porto Corsini».
Da tempo si parla di una nuova viabilità per Porto Corsini, ma i progetti presentati non si sono mai tradotti in cantieri:
«Risolvere i problemi più pressanti di Porto Corsini è possibile non solo mettendo in sicurezza l’attuale rete viaria, ma anche e soprattutto investendo sul trasporto elettrico delle merci e delle persone, e comunque su forme di mobilità sostenibile compatibili con l’ambiente. Occorre chiamare a contribuirvi l’Autorità di Sistema Portuale (ADSP) di Ravenna, ente appaltante per la costruzione del terminal, e Ravenna Civitas Cruise Port (RCCP), società concessionaria, per l’ADSP stessa, dei servizi di interesse generale e delle aree per la progettazione, costruzione e gestione dell’opera. Soprattutto indispensabile è realizzare una viabilità alternativa per l’accesso e l’uscita dal polo crocieristico bypassando l’abitato di Porto Corsini e/o, in alternativa, creare strutture che trasferiscano crocieristi e ogni genere di carico e scarico merci in modo sostenibile e non impattante sull’abitato».
Nasce così una nuova mozione che Ancisi presenterà in consiglio comunale, per invitare sindaco e giunta: “a perseguire l’obiettivo di stipulare, nei termini di cui sopra, un accordo perché siano realizzati interventi di mitigazione e di compensazione per i disagi e gli impatti negativi, ambientali e sociali, che Porto Corsini subisce dal terminal crociere in costruzione sul suo litorale”.

























































