«Un bilancio senza infamia e senza lode, che non offre alcuna visione strategica per il futuro della città». È il giudizio espresso da Gianfranco Spadoni, consigliere comunale di Lista per Ravenna, dopo l’approvazione del bilancio previsionale e delle delibere collegate da parte della maggioranza in Consiglio comunale nell’ultima seduta di dicembre 2025.

Nel corso del dibattito, sottolinea Spadoni, i gruppi di minoranza hanno evidenziato numerose criticità, a partire dal tema delle entrate, dalla necessità di contenere la spesa pubblica e dal ricorso a nuovi mutui, fino a una pressione fiscale che continua a gravare sui cittadini. Particolarmente deludente, secondo il consigliere, è la parte relativa agli investimenti e ai lavori pubblici.

«Se si chiede oggi a un cittadino di Ravenna di ricordare un’opera pubblica recente o in programma a breve degna di nota – afferma – la risposta purtroppo è negativa». Al di là degli interventi di manutenzione stradale e di rimozione delle radici, che Spadoni definisce correttamente come lavori ordinari, non emergerebbero infatti opere di rilievo capaci di incidere in modo concreto sullo sviluppo della città.

Nel bilancio, osserva il consigliere, non mancano elenchi di interventi programmati, ma molti di questi sono collocati negli anni più lontani della programmazione, in particolare nel 2028, senza reali certezze sulla loro effettiva realizzazione e con il rischio di ulteriori rinvii.

Tra gli esempi citati da Spadoni figura la realizzazione di un nuovo ponte sui Fiumi Uniti, inserita anche nel bilancio programmatico 2026-2028 e presente, peraltro, già nelle precedenti programmazioni. L’opera, parte del completamento della circonvallazione interna “anulare” della città, collegherebbe la rotonda Croazia con via 56 Martiri a Ponte Nuovo.

«Si tratta di un’infrastruttura fondamentale – sottolinea – soprattutto alla luce della forte congestione del traffico che si registra quotidianamente in via Galilei fino alla rotonda, con file chilometriche in alcune fasce orarie e conseguenze negative sulla vivibilità e sulla mobilità».

Secondo Spadoni, il nuovo ponte rappresenterebbe una soluzione concreta ed efficace, ma continua a essere rinviato di bilancio in bilancio, senza mai tradursi in un intervento reale. «È un’opera davvero strategica, che i cittadini ricorderebbero e apprezzerebbero – conclude –. Ravenna ha bisogno di investimenti capaci di lasciare un segno, non di una programmazione che si limita a rinviare le scelte decisive».