Si è conclusa la terza edizione del NOAM Faenza Film Festival, la kermesse cinematografica che porta nella città romagnola film e ospiti internazionali legati al Nord America (USA, Canada e Messico) e non solo. Con una selezione di circa quaranta film, dieci ospiti di rilievo e numerosi riconoscimenti attribuiti, il programma 2025 si è rivelato ricco e variegato: proiezioni, incontri e masterclass hanno offerto al pubblico uno sguardo ampio e approfondito sul panorama del cinema indipendente nordamericano. Il NOAM Faenza Film Festival conferma così la sua vocazione internazionale e la sua crescente rilevanza per gli appassionati di cinema e non solo.
Nel corso della manifestazione sono stati assegnati diversi premi. Il Premio del Pubblico “Giovani NOAM Lab & Youth” per il miglior cortometraggio è andato a The Camcorder di Mark Visser, scelto per la capacità di trasformare un’idea semplice – una videocamera che vede nel passato – in un racconto costruito con equilibrio, in grado di unire emozione e mistero. La giuria del “NOAM Lab” ha invece assegnato il suo premio a Nest di Tarin Ward, riconoscendone la finezza con cui il film lavora sull’ambiguità percettiva e sulla relazione tra realtà e immaginazione. Il film costruisce un’atmosfera misurata e sospesa, in cui ogni gesto apre nuove possibilità narrative, e propone un uso personale del linguaggio cinematografico.
Il Premio della Giuria “NOAM Youth” è stato conferito a The Camcorder di Mark Visser. La giuria ha apprezzato il dispositivo narrativo del film, in cui la videocamera diventa elemento centrale del racconto e permette di rappresentare il passato come spazio visivo autonomo. Il corto è stato considerato particolarmente adatto alla sezione “Youth” perché introduce una riflessione sulla coesistenza di diverse realtà interiori. Il Premio del Pubblico della Città di Faenza NOAM 2025 è stato assegnato a Rebuilding di Max Walker-Silverman, scelto per la capacità di raccontare con attenzione e chiarezza una storia nata negli Stati Uniti ma riconoscibile in molti contesti, soprattutto in un periodo segnato da eventi climatici estremi. Il regista statunitense, per l’occasione, ha anche inviato un saluto al pubblico faentino.
La giuria del NOAM 2025 ha attribuito il proprio premio a Sorry, Baby di Eva Victor, ritenendolo un film costruito con grande precisione nella gestione della tensione e nella stratificazione degli elementi narrativi. La giuria ha sottolineato l’equilibrio dei toni dell’interpretazione e la capacità del film di affrontare un tema complesso senza moralismi, lasciando spazio alle sfumature emotive dei personaggi. Il film è stato riconosciuto come un’opera che continua a risuonare anche dopo la visione.
Il Premio alla Carriera NOAM 2025 è stato conferito a Eliza Hittman. Il festival ha riconosciuto nel suo lavoro un cinema attento ai corpi e alle loro fragilità, capace di dare voce alle zone più intime dell’adolescenza e della quotidianità. Il premio celebra un’artista che ha contribuito in modo significativo al rinnovamento del cinema indipendente contemporaneo, mantenendo uno sguardo autentico e rispettoso verso i suoi personaggi. Quest’anno, Il NOAM Faenza Film Festival ha ospitato per la prima volta due giurie distinte per la premiazione dei film in concorso. Quella relativa ai lungometraggi era presieduta dal giornalista e documentarista Casey Kauffman, affiancato da due faentini d’eccezione: l’attrice Benedetta Cimatti e il regista Andrea Tagliaferri. La giuria dei cortometraggi, invece, era composta dal regista Vito Palmieri, dall’attrice Cecilia Bertozzi e dall’esperta di cinema Joana Fresu de Azevedo.
“La terza edizione del nostro Festival completa un ciclo che ha cercato di portare a Faenza un evento giovane e innovativo, capace da un lato di legare le realtà attive in ambito cinematografico del territorio, e dall’altro di presentare al pubblico eventi e proiezioni di livello nazionale e internazionale” ha commentato Andrea Valmori, direttore artistico del NOAM Faenza Film Festival. “Ci terrei a porre l’attenzione sugli eventi serali proposti quest’anno perché le collaborazioni con la Cineteca di Bologna, I Wonder Pictures, Lucky Red e Minerva Pictures portano all’evento moltissimo e completano l’attività di selezione fatta in giro per il mondo lavorando con produzioni e distribuzioni internazionali (più di 100 i titoli tra cui siamo stati chiamati a scegliere). Siamo stati presenti a Berlino, Cannes, Tribeca (New York) e Venezia e la ricerca e la cura nella selezione dei prodotti che presentiamo quest’anno ha portato alla sua piena maturazione le traiettorie tratteggiate nelle due edizioni precedenti»
“La crescita di NOAM dimostra che anche da una città come Faenza può nascere un dialogo internazionale” secondo Gian Marco Magnani, direttore organizzativo del NOAM Faenza Film Festival. “È la prova che la cultura, quando è costruita con cura e visione, sa generare coinvolgimento e senso di appartenenza . NOAM vuole essere questo: un luogo dove la qualità artistica incontra la responsabilità culturale, dove un film indipendente nordamericano trova ascolto e diventa un’occasione di incontro, confronto e crescita”.
























































