“Mi scrive Stefano Cortesi Siboni: “Giovedi 30 ottobre era piovigginato al mattino. Dopo pranzo, come faccio spesso, ho fatto un giro in bici lungo la ciclopista. All’inizio, sulla parte di ciclopista composta da materiale stabilizzato, nessun problema. Appena giunto sulla passerella di legno, ancora umida dal mattino, la ruota anteriore è scivolata e sono caduto lussandomi una spalla. Nessuna segnalazione della diversa aderenza. Andavo tra l’altro pianissimo e mi ritengo fortunato, in quanto ho sfiorato con la testa un palo dell’illuminazione. Cosi com’è, questa ciclopista è una trappola. Al Pronto Soccorso mi hanno riferito che registrano tantissimi infortuni avvenuti nelle medesime situazioni”.

La Scheda di Pronto Soccorso, aperta alle 14:18 con priorità arancione, per paziente in urgenza indifferibile (acuto), e chiusa alle 18:43, registra come prognosi 30 giorni clinici, come diagnosi la lussazione traumatica della spalla destra e, tra le altre, la prescrizione di mantenere il tutore a permanenza di 25 giorni.

Dalla scheda infermieristica del 118 ricavo che il fatto è avvenuto nei pressi del Bagno Miramare, quindi all’inizio della pista che attraversa la fascia litoranea retrodunale tra Punta Marina Terme e Marina di Ravenna. La problematica che se ne deduce potrebbe tuttavia riguardare tutte le ciclopiste progettate e/o realizzate sull’intero litorale ravennate, la vera apprezzabile innovazione introdotta dal cosiddetto Parco Marittimo coi fondi europei del PNRR. Trattandosi in realtà di piste ciclopedonali, il rischio di incidenti anche molto più gravi si può verificare quando le biciclette, specie se in andatura più che veloce, travolgono dei pedoni o dei podisti.

Stefano riferisce inoltre che: “Le assi di legno si stanno staccando o incurvando in molti punti, causando pericolo di inciampo e caduta anche dei pedoni. Una signora di Punta Marina mi ha riferito della mamma che, passeggiando su questa ciclopedonale, è caduta di faccia, senza per fortuna gravi conseguenze”, nonostante essa sia stata inaugurata (aggiungo io) nel 2024.

Chiedo al sindaco, per chiarire i punti essenziali della questione e possibilmente risolverli:

  1. Se le liste di legno che compongono le piste ciclopedonali di cui sopra sono state trattate con materiale antiscivolo: se no, per quale ragione/giustificazione, se sì, per quale scadente funzionamento; in ogni caso, come ritiene debba provvedersi perché siano concretamente protette dal rischio di scivolamento; ed inoltre, se intende disporre che all’inizio e lungo i loro percorsi siano esposti cartelli di preavviso del pericolo di scivolamento in condizioni di umidità, così come in atto sull’intera viabilità comunale per il “degrado da radici”.
  2. perché su tali piste non vengono effettuati i dovuti controlli al fine di registrare tempestivamente le necessarie manutenzioni e riparazioni di cui si manifesti la necessità e l’urgenza.”